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EGUAGLIANZA NON È EGUALITARISMO

A Sinistra spesso si sente parlare di “egualianza” essendo uno dei mantra della Sinistra, ma accade a volte che chi parla di questo termine non ne capisca il vero significato e lo “scimmiotti” magari solo per averlo sentito dire in un comizio politico o, peggio ancora, in televisione.

A mio avviso questa mancata piena comprensione di questo termine è data dalla confusione con un altro termine che, a tutta prima, può risultare simile. Sto parlando del termine “egualitarismo”.

Per capire bene la differenza tra  “eguaglianza”  ed “egualitarismo” bisogna studiarne bene le definizioni.

La “Treccani” spiega bene i 2 termini:

Eguaglianza“Condizione per cui ogni individuo o collettività deve essere considerato alla stregua di tutti gli altri, e cioè pari, soprattutto nei diritti civili, politici, sociali ed economici. L’eguaglianza di tutti davanti alla legge è, assieme alla libertà, un diritto fondamentale dell’uomo e una delle regole-base di una convivenza democratica. In Italia l’eguaglianza è garantita dall’articolo 3 della Costituzione. Le costituzioni democratiche assicurano inoltre l’eguaglianza dei cittadini attraverso la libera partecipazione alla vita politica e mirano a garantire pari opportunità nella vita sociale, cioè a offrire a tutti le stesse possibilità di crescita e di affermazione personale e professionale.”

Egualitarismo= “Concezione politico-sociale tendente a realizzare, accanto all’uguaglianza di diritto sancita dalle norme costituzionali o legislative, una uguaglianza di fatto, fondata sull’equa ripartizione dei beni e delle fortune tra tutti i membri di una società. L’egualitarismo affonda le sue radici nell’Illuminismo e nella Rivoluzione francese e ha ricevuto particolare impulso dai movimenti socialisti.”

Dalle 2 definizioni qui sopra emerge chiaramente la differenza tra i termini.

Il termine “Eguaglianza” si fonda sulla parità delle “condizioni di partenza” da parte dei membri di una collettività (diritti civili, sociali, politici), ma ciò non implica che i membri della collettività debbano essere uguali in tutto e per tutto come ad esempio dei robot.

Tutti i membri di una collettività hanno il diritto di partire dallo stesso livello, poi ognuno deve poter perseguire i propri fini e i propri scopi.

Per fare un semplice e classico esempio possiamo dire che il figlio di un operaio e il figlio di un avvocato devono avere la stessa possibilità di studiare avendo a disposizione gli stessi strumenti, così potrà anche accadere che il figlio dell’operaio (magari più determinato e motivato) potrà risultare più bravo del figlio dell’avvocato.

Il termine “Egualitarismo”  invece non solo si fonda sulla similitudine dei “punti di partenza”  all’interno della collettività ma anche sulla similitudine dei “punti d’arrivo”.

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