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Perché chi paragona Matteo a Silvio è un miserabile

Quando Berlusconi dice che in Italia la giustizia non funziona ha ragione, se funzionasse lui sarebbe in galera da una vita.

Una frase che ripeto da almeno 20 anni. Chiaramente una battuta, ma che a mio parere ha qualche punto di concretezza.

Chi negli anni 70 ha vissuto a Milano come me, sa bene come fosse conosciuto l’individuo, sa come fosse opinione comune la opacità del modo in cui l’uomo avesse fatto fortuna praticamente dal nulla.

Sono poi fatti concreti, ma che hanno visto la disattenzione della Magistratura (sì, è una battuta) ad esempio l’acquisizione di tutti i beni dell’erede dei Casati Stampa, praticamente estorti a questa minorenne il cui tutore era un certo Previti. Non si tratta solo del castello di Arcore, ma dei vari terreni del territorio acquistati a 1 lira a mq e poi divenuti interi quartieri abitati.

Inutile ricostruire tutta la storia dell’arricchimento del Silvio, è stato fatto abbastanza bene negli anni passati (non da Travaglio ma dagli stranieri).

Il fatto è che con l’ingresso in politica, il Cavaliere, sistema tutti i suoi guai finanziari per cui non ha più bisogno di ricorrere a ipotetiche truffe. Eppure proprio in quel momento iniziano i suoi guai giudiziari, che prima non si erano visti.

Questo dovrebbe farci riflettere. La maggior parte dei processi a lui intentati dopo il 94, sono andati a vuoto, sono stati un inutile sperpero di denaro pubblico. L’unico andato a buon fine è stato quello che in realtà possiamo definire il ponte tra la vecchia e la nuova storia di Berlusconi.

Mi sentirei di dire che l’atto finale della sua ipotetica azione criminosa, fu l’estorsione a De Benedetti della Mondadori. Attenzione, non stiamo parlando di cose marginali. Con quell’acquisizione, lui completa il network televisivo, acquisisce la maggioranza assoluta della stampa italiana e soprattutto incorpora una miniera d’oro che gli permette di risanare il suo gruppo, che all’epoca contava una serie infinita di richieste di fallimento. Quindi il colpo finale. La domanda è: come lo mette a segno? Corrompendo la Magistratura. Questo sembra che ce lo siamo dimenticati, ieri e oggi.

Detto questo, esaminiamo un attimo la questione politica. E qui è inutile girarci attorno, noi sinistra sbagliammo tutto, dalla  A alla Z. Sbagliammo perché la politica deve confrontarsi sulla politica e non sui processi, e noi invece seguimmo Travaglio. Sbagliammo ancora di più a occuparci della sua vita privata, seguendo l’istituzione Repubblica ( guida e disgrazia della sinistra) nel mentre i suoi ministri creavano disastri inenarrabili al paese.

Premesso tutto questo, oggi non possiamo nasconderci che Berlusconi su alcuni punti diceva il vero, pur avendo torto. Voglio dire, lui non era uno stinco di santo, lo sappiamo. Questo però non autorizza nessuno a condurre la giustizia secondo schemi politici. E questo è stato, cari amici, inutile girarci intorno. La Magistratura non ha toccato il Cavaliere quando andava toccato, ha cercato di distruggerlo quando è entrato in politica montando accuse che spesso non stavano in piedi.

E noi? Noi dobbiamo ripensare noi stessi e capire i nostri errori. Non lasciamoci intimidire dai tromboni della falsa sinistra che oggi ci chiamano, figli di Berlusconi. Solo la loro pochezza può fare delle analisi così approssimative.

Noi dobbiamo capire che siamo stati noi a creare questo mostro che è la Magistratura deviata e potente che condiziona la politica con la complicità della stampa amica e scadente, non da oggi ma dai tempi di Tangentopoli. Noi l’abbiamo appoggiata perché toccava i nostri avversari, sempre. Noi non dobbiamo più permetterlo, dobbiamo difendere la giustizia giusta chiunque tocchi.

Però non è solo questo, non c’è solo la giustizia. Noi oggi ci troviamo a subire dei metodi di valutazione politica, che di politico hanno poco, che in passato abbiamo inflitto ai nostri avversari.

Se non ci rendiamo conto di questo e ne facciamo tesoro nel futuro, questo paese non crescerà mai.

Infine, detto tutto questo, chi avanza similitudini fra Renzi e Berlusconi, veramente vive sulla luna. Renzi non ha nel suo curriculum nemmeno una multa per divieto di sosta. Se lo ricordino anche i discepoli dell’altro pluripregiudicato. Da quello stato si può essere credibile prendendo posizioni su incongruenze della giustizia, perché solo in questo caso è pensabile che uno si preoccupi dei cittadini e non di se stesso.

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