MENUMENU
MENUMENU
MENUMENU
MENUMENU

NOTIZIE DAL MONDO – Cap. 2

YEMEN:

La battaglia per la conquista della città, del porto, e dell’aeroporto di Hodeida, da parte della coalizione sostenuta da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, entra nell’ottavo giorno di combattimenti. Si combatte in città. La situazione dunque è la solita: enormi sofferenze per la popolazione che non può essere raggiunta da aiuti umanitari. Gira voce che la Francia abbia dato una mano militarmente all’attacco della coalizione Saudita-Emiratina. L’Iran non lo dice apertamente ma quasi. La Francia organizza a breve una conferenza di pace “minima” sullo Yemen. Intanto il governo Yemenita sostenuto dai sauditi-emiratini dichiara che finche gli Houti non si ritirano da Hodeida la battaglia continua. Bel presupposto per una conferenza di pace. Il Vietnam Yemenita – la guerra più dimenticata del mondo – dura ormai da tre anni.

SIRIA:

La battaglia per la riconquista della provincia di Daraa (in basso a sinistra per chi guarda la carta geografica) continua nel solito modo, da tre giorni circa proseguono i bombardamenti da parte dell’esercito siriano. Barili bomba, attacchi in pieno centro urbano, ospedali e moschee distrutti. Si usa il metodo usato a Goutha Est, Aleppo e Douma in precedenza:si terrorizza la popolazione e la si fa fuggire, poi si attacca da terra e parallelamente si tratta con i ribelli per farli spostare nella provincia di Iblid, che a questo punto  è popolata dalle milizie sconfitte di mezza Siria. (E dove, secondo il vostro fornitore, ci sarà prima o poi un bagno di sangue da far impallidire tutti gli altri). Secondo l’ONU ci sono già 50.000 sfollati che stazionano ai confini con la Giordania, ma la Giordania non li fa entrare, notizia governativa ufficiale. La Giordania è il Paese con più rifugiati al mondo dopo il Libano, lo Stato è al collasso e non ce la fa più ad accoglierne.
Gli USA  hanno detto alle milizie ribelli che controllano la provincia di Daraa (e che hanno sempre appoggiato) che non li aiuteranno in questa battaglia. Sembrerebbe che ci sia un accordo con i Russi: voi vi riprendete Daraa ma tenete fuori le milizie iraniane dalla zona. Fonti di intelligence israeliane sostengono però che le milizie iraniane vengono allontanate dalla zona, vestite con le divise della IV divisione dell’esercito siriano, e riportate in zona di combattimento con i nuovi vestitini. Israele sta decidendo il da farsi.

LIBIA:

Come detto, il Generale Haftar, capo delle milizie che controllano la Cirenaica (capitale Tobruk – Libia est), ha ripreso i pozzi petroliferi di Sidra e Ras Lanuf conquistati brevemente dal signore della guerra libico Ibrahim Jadran. Il problema è che adesso Khalifa Haftar vuole vendere il petrolio di quei pozzi per conto suo. C’è un’accordo in sede ONU per cui tutto il petrolio libico deve essere gestito dalla compagnia petrolifera nazionale libica “NOC”.

Il Generale Khalifa Haftar

Malgrado il Vietnam libico, in tutti questi anni di guerra la NOC è sempre riuscita a tenersi equidistante sia dal governo della Tripolitania (Tripoli) di Fayez al Serray che da quello della Cirenaica (Tobruk) di Khalifa Haftar. Come ci sia riuscita, per chi scrive, è un grande mistero arabo. Alla faccia della riunificazione nazionale Haftar ha deciso che il petrolio in Libia è di chi conquista i pozzi. Un duro comunicato congiunto di USA, Francia, Inghilterra e Italia gli ha risposto: “guai a te se non restituisci i pozzi alla NOC”. Vedremo.

Se hai trovato interessante questo articolo, clicca su una pubblicità a caso, a te non costerà nulla a noi ci aiuterà a investire in ricerca

ULTIMI POST

MINNITI SI CANDIDA ALLA SEGRETERIA PD

Sono ormai mesi che il mondo renziano è in fermento, che parla di congresso, mentre Renzi non ne parla, che …
Leggi Tutto

No, Leu non va derisa, però …

Oggi un post mi ha fatto molto riflettere. Diceva che nessuno, del Pd o comunque di orientamento di centrosinistra, dovrebbe …
Leggi Tutto

PENSIONI, CHE FREGATURA …

La questione pensione rappresenta l’ennesimo esempio di come ci sia un’enorme differenza tra le promesse false e/o demagogiche e la …
Leggi Tutto

Gozi: “serve un nuovo movimento politico”

dobbiamo promuovere un nuovo movimento, aperto a tutti coloro che condividono senso dell’urgenza e nuova direzione, non chiedendo cosa hanno …
Leggi Tutto
NOTIZIE DAL MONDO

NOTIZIE DAL MONDO – Cap. 13

SE ANKARA DÀ UNA MANO ALL’ISIS… SIRIA: due mesi fa circa le forze curde (SDF) appoggiate dalla coalizione a guida …
Leggi Tutto
/
ARCHIVIO ARTICOLI
giugno: 2018
L M M G V S D
« Mag   Lug »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  
GLI ARTICOLI PIÙ GETTONATI
  • Come un libro può aver causato il disastro italiano
    Chi sono questi due? Semplicemente due giornalisti che nel 2007 scrissero un libro entrato nella storia: LA CASTA. In teoria Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo non hanno alcuna colpa. In pratica sì, si portano sulle spalle una grande responsabilità, quella di aver dato il LA al degrado del paese. In teoria hanno solo scritto […]
  • Quando un leghista sputtana il nostro paese
    Questo è il video cui  l'eurodeputato Ciocca si è vantato di aver difeso l'Italia.  Si toglie una scarpa e sporca il documento ufficiale di Moscovici. https://twitter.com/i/status/1054749403150475265 Abbiamo cercato in rete una parola di scuse o qualcosa di simile da parte del suo capo Matteo Salvini, ma niente, lui ha altro da fare. Non ci sono […]
  • LETTERA APERTA A ANDREA ORLANDO
    Carissimo Andrea, lo dico con sincerità, mi hai veramente deluso. Forse il fatto che eri sempre stato in silenzio, forse il fatto che non hai mai fatto nulla in vita tua che potesse provocare un dissenso, per il semplice fatto che non hai proprio fatto nulla, nonostante le innumerevoli cariche che hai avuto, insomma, che […]
  • Troppo facile vincere e poi passare la patata bollente a chi perde
    Le sceneggiate a cui stiamo assistendo in questi giorni sarebbero esilaranti se non fossero deprimenti per la loro meschinità. La pochezza di chi ha vinto raccontando balle agli elettori e adesso non sa che carte pigliare, quella dell’intero establishment dei media che ha pompato iniziative inaudite sia ai tempi del referendum che nell’ultima consultazione, e […]