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WILAYAT KHORASAN – LE TESTE DELL’IDRA

Afghanistan, 25 gennaio 2015, l’ISIS dichiara ufficialmente la nascita di una nuova “Provincia”, situata a cavaliere tra le frontiere di Afghanistan e Pakistan: il Wilayat Khorasan.
I combattenti del W.Khorasan inizialmente provengono da alcune formazioni jahdiste pakistane che hanno giurato fedeltà ad Abu Bakr Al-Baghdadi. Il biglietto da visita con cui l’ISIS si presenta in Afhanistan è sempre il solito, una catena di attentati di violenza inaudita, senza rispetto di niente e di nessuno. Si risparmia al lettore la galleria degli orrori che ne segue.

Il sistema di reclutamento al Wilayat Khorasan fa molto affidamento sul denaro, perché l’ISIS ha soldi, un sacco di soldi. La paga che viene subito offerta ai Talibani perché defezionino e passino all’ISIS è di 500 $ al mese. Una fortuna da quelle parti. A un certo punto i servizi pakistani arrestano un predicatore, tale Hafiz Tayyab, che arrotonda lo stipendio convertendo i giovani all’ISIS, e scopre che il nostro simpatico religioso prende dall’ISIS 600$ per ogni ragazzo che riesce a reclutare.
I Talibani si innervosiscono, il capo dei Taliban scrive una lettera ad Abu Bakr al Baghdadi, gli chiede sostanzialmente di non venire a sfruculiare in Afghanistan, dove la Jihad è affare loro. C’è un problema ideologico tra ISIS e Talibani, i primi proclamano una Guerra Santa globale, i secondi – nel solco della tradizione politica della Fratellanza Musulmana – praticano una guerra di liberazione nazionale per l’instaurazione di una teocrazia. Inoltre l’ISIS accusa i Talibani di non amministrare i propri territori secondo il Vero Islam, ma appoggiandosi alle antiche regole tribali afghane. L’ISIS arriva ad accusare i Taliban di essere al soldo e complici dei Servizi Pakistani. Tra defezioni pagate con fruscianti dollari, accuse ideologiche e lettere che non ottengono risposta ce n’è d’avanzo: inizia la guerra tra ISIS e Taliban.
A questo punto il Wilayat Khorasan si trova a combattere su tre fronti: contro i Taliban, contro l’Esercito regolare Afghano e contro i Servizi Statunitensi; questi ultimi ammazzano con precisa regolarità i capi supremi del W.Khorasan, uno dopo l’altro; io personalmente ne ho contati tre, ma potrebbero essere di più. Finché si arriva al 13 aprile 2017. I Servizi USA individuano una rete di tunnel dove sono stanziati i leader di W.Khorasan e molti guerriglieri. Gli tirano sopra una M.O.A.B. “GBU-43”: è la piùpotente arma al mondo dopo la bomba atomica. Una MOAB è una bomba che pesa 11 (undici)tonnellate, è lunga dieci metri per un diametro di poco pi di un metro e serve a devastare i bunker in profondità. L’obiettivo è centrato.

Il risultato di tutti questi tentativi di scacciare l’ISIS dall’Afghanistan, portati avanti da tre “eserciti” diversi, è il seguente: nel primo trimestre di quest’anno il W.Khorasan ha moltiplicato gli attentati: colpita la Corte Suprema di Giustizia, un ospedale militare, la comunità Sciita, la Polizia Afghana e l’Esercito. Inoltre W.Khorasan ha allargato l’area che controlla, dal santuario iniziale in cui si era stabilito, la Provincia di Nanharhar, ora si è installato anche nella Provincia di Logar, che dà accesso alla zona della capitale Kaboul.

Attualmente il W.Khorasan ha visto una scissione interna, si è diviso in due fazioni, una, comandata da un certo Farooqi, dichiara di avere 8.000 combattenti, l’altra guidata da tale Moawiya, ne rivendica 3.800.

Quando il Wilayat si è formato, nel tardo 2014, si calcolava che i suoi guerriglieri fossero circa 800. L’Idra ha molte teste, ed una capacità di resilienza che si fa persino fatica a immaginare.

 

…Siamo in Afghanistan da 16 anni, attualmente i Taliban controllano il 45% del territorio. Nel 2015 l’oppio prodotto in Afghanistan era stimato in 3.300 tonnellate, nel 2016 la produzione è salita a oltre 4.800 tonnellate. Lo stipendio di un combattente Taliban è di 300$ al mese, quello di un soldato o di un poliziotto afghano è la metà. La presenza in Afghanistan costa alle casse dello stato americano 3 MILIARDI di dollari al mese. I soldati della coalizione internazionale che hanno perso la vita in questi 16 anni ammontano a 3.529, di cui 54 italiani. Le tattiche di combattimento sono state viste, riviste e modificate molte volte, senza alcun risultato apprezzabile.
Il 21 agosto dell’anno scorso il Presidente degli Stati Uniti, in un discorso ufficiale, ha sottolineato la necessità di un “honourable and worthy outcome” dall’Afghanistan. Chi si ricorda il VietNam si ricorderà anche di queste stesse parole, pronunciate all’epoca.

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