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SIRIA: COLPO DI SCENA A IDLIB

Putin ha fermato il treno della guerra. Il suo secco “No” al cessate il fuoco richiesto dalla Turchia solo 10 giorni prima – nel vertice di Teheran – è diventato un “Sì”, dieci giorni dopo, al vertice di Sochi del 17 settembre tra lui ed Erdogan.
Sembrava ormai impossibile. La guerra per la presa di Idlib era già iniziata. Putin ha stupito il mondo.

Chi, per il momento, esce vincente dopo questo colpo di scena?

PRIMA DI TUTTO I BAMBINI, le centinaia di migliaia di bambini presenti ad Idlib, che almeno per il momento sono salvi. E questa è la notizia più importante.

ERDOGAN, per il momento, stravince. Erdogan sembrava messo all’angolo, truffato dagli accordi di Astana, sconfitto militarmente e in attesa di ricevere un’ondata di profughi. Questo “colpo di scena”di Idlib è principalmente merito suo. L’azione di Erdogan non è stata solo diplomatica ma anche muscolare. Dopo il fallimento del vertice di Teheran,  Erdogan ha inviato ai punti di osservazione Turchi situati ad Idlib uomini, armi e carri armati;  a quel punto, in caso di attacco Siriano, lo scontro diretto tra i due eserciti più che un rischio diventava una buona probabilità, con conseguenze non immaginabili. Forse chi di dovere  ha dovuto tenerne conto.

PUTIN, per il momento, vince. Si accredita nuovamente come mediatore della guerra Siriana. Se mai questo accordo politico dovesse funzionare ed essere implementato porterebbe all’unica soluzione possibile per risolvere il conflitto Siriano: una tripartizione del Paese. Insomma una “Yalta Siriana”, con – grosso modo – un nord sunnita sotto protettorato Turco, una Siria sciita,  dal mediterraneo alla sponda occidentale dell’Eufrate, sotto protezione Russo-Iraniana e, forse, un est Kurdo, al di là dello stesso fiume.

 

L’ACCORDO DI SOCHI: che io sappia non è stato mostrato alla stampa alcun accordo scritto, ci sono solo le dichiarazioni di Erdogan e Putin.

  1. Creazione – entro il 15 ottobre – di una fascia smilitarizzata di 15/20 km che circonda a semicerchio l’intera provincia. Questa zona verrà pattugliata da Turchi e Russi. (vedi immagine)
  2. Riapertura entro fine anno delle autostrade M4 ed M5 che collegano Aleppo e Damasco con la costa.

A questo scopo i turchi rafforzeranno la loro presenza militare ad Idlib.

L’accordo mette fine a qualsiasi tentativo Russo/Siriano di invadere Idlib.

Ci sono poi state dichiarazioni meno immediatamente comprensibili, come quella che prevede che nella provincia di Idlib “i gruppi terroristici saranno rimossi”. Come?

HAYAT TAHRIR AL SHAM: ecco, appunto, i quaedisti di HTS che fine faranno? Ad Idlib sono alcune migliaia, sono armati pesantemente e controllano circa il 60/70% del territorio. Cerchiamo di capirci: questa è gente che ha esultato dopo le Torri Gemelle, dopo il Bataclan e dopo tutti gli attacchi terroristici che l’occidente ha subito, HTS è nelle liste delle organizzazioni terroristiche dei Paesi di tutto il mondo, Turchia compresa. Cosa faranno? Usciranno dalla fascia smilitarizzata oppure no? Verranno davvero “rimossi”?  Come? E, in ultimo, “rimossi” cosa vuol dire?

Tutti questi interrogativi ci obbligano a ripetere “per ora” quando parliamo dell’accordo Russo-Turco per il cessate il fuoco ad Idlib. Staremo a vedere.
Una cosa è certa: per ora la strage è stata evitata. Per ora vincono i bambini.

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2 risposte a SIRIA: COLPO DI SCENA A IDLIB

  • GRAZIE PER QUESTA BELLA NOTIZIA CHE MI ERA SFUGGITA…….BUONA VITA AI BIMBI SALVATI E CHE IL BUON DIO LI CONTINUI A PROTEGGERE ….anche se con l’aiuto di Putin…..TUTTO AIUTA….FORSE ANCHE LUI ALLA FINE HA UN CUORE !!

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    • Gentile Biancamaria, è mia opinione che in Siria si combatta soprattutto una guerra inter-religiosa tra islamici di confessione sunnita (l’opposizione) e islamici di confessione sciita (la famiglia di Bashar al-Assad è di confessione alawita, una branca particolare dell mondo scita), alleati alle consistenti minoranze cristiana e drusa presenti in quel Paese. Non si puo’ immaginare che la vittoria di una delle due parti in combattimento passi per la totale distruzione dell’altra. La necessità di separare le parti in causa, permettendo che ciascuna abbia un suo territorio, è – a mio avviso – l’unica strada per dare una possibilità alla pace nella martoriata terra Siriana.

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