Privacy Policy
MENUMENU
MENUMENU
MENUMENU
MENUMENU

2011 – 2016 – 2018 = Tre momenti di attrito con l’Europa. Ma oggi tocchiamo il fondo

Qualche giorno fa lanciai su twitter la battuta: “Berlusconi (un pivello) impiegò 20 anni a fare i danni che questi hanno fatto in 3 mesi” e una battuta è anche il fatto che lo rimpiangiamo, però se analizziamo le due situazion in fatto di economia e sviluppo del paese, in quelle battute c’è qualcosa di vero.

Il ventennio Berlusconiano ce ne fece vedere di tutti i colori, non c’è dubbio, sulla questione diritti, giustizia, sulle maglie troppo larghe verso l’evasione fiscale. L’economia ci fece conoscere la finanza creativa di Tremonti, divenne una legenda. Di fronte a quella di Tria, Tremonti era anche lui un pivello.

C’è un fatto però che dobbiamo riconoscere, che in quel ventennio il Pil, tolti gli anni 2002 e 2003, vide una crescita costante con un segno positivo anche se non eccezionale. Crescita che si arrestò nel 2008 al sopraggiungere della crisi mondiale e l’averla sottovalutata portò al fatidico -6.3 del 2009.

E così arriviamo al 2010 e 2011, con gli eventi che purtroppo stiamo rivivendo oggi. Lì iniziò veramente il fenomeno di finanza creativa di Tremonti, che per far quadrare i conti, inventava previsioni di crescita e di entrate fantastiche, che non pagava i fornitori dello stato per contenere il debito pubblico.

Iniziò allora l’andirivieni di lettere fra il nostro ministero e Bruxelles, le prime bocciature delle leggi di bilancio, i declassamenti, le procedure d’infrazione. Fino ad arrivare alla soluzione Monti, alla sua cura da cavallo, per altro conforme agli impegni presi dal governo Berlusconi con Bruxelles. Cura che provocò un’ulteriore recessione, ma fermò la corsa verso il baratro.

E qui torniamo alla mia battuta, perché purtroppo è così,  Berlusconi arrivò a quella situazione dopo 20 anni e con l’attenuante della crisi mondiale.

Questi prendono il governo di una nazione con tutti i coefficienti economici positivi e in crescita, e son capaci in così poco tempo di far piombare il paese nelle stesse condizioni del 2008. Sono dei campioni non c’è dubbio.

Altra curiosità, il veder girare in rete articoli del 2016 dal titolo : “Quando Renzi minacciava: “L’UE boccia la legge di stabilità? Gliela rimandiamo uguale”. Link che girano molto non in ambiente grillino, che sarebbe plausibile, ma in quello democratico. Che sta a significare che il morbo antirenziano può affliggere tutti e annebbia il cervello.

Lasciamo perdere il titolo bufala, perché Renzi non ha mai pronunciato quelle parole. La verità fu che Padoan a chi chiedeva di Bruxelles, rispondeva: se serviranno chiarimenti, spiegheremo approfonditamente la complessità della nostra legge e li convinceremo.

Ora qualcuno dirà: eh ma son le stesse parole che dice oggi, anzi ieri, Conte. Certo, e non vi viene da ridere?

No avete ragione, c’è da piangere. Vedete, non c’è bisogno di essere economisti per capire le differenze fra le due situazioni.

2016: Bruxelles chiede chiarimenti, sui dati, su come si possano raggiungere, Padoan li invia e Bruxelles promuove la legge di bilancio. Perché? Semplicemente perché l’Italia stava uscendo dalla crisi, le riforme, nonostante la bocciatura di quella costituzionale avesse rallentando il trend, di fatto stavano migliorando tutti i coefficienti economici. Per cui se abbassi lo spread, se abbassi il rapporto deficit/pil, quindi se risparmi sui costi degli interessi, se aumenti le entrate per aumento del pil, se diminuisci le spese e aumenti gli investimenti, tutto è credibile. E infatti, non solo furono rispettate le previsioni, ma i dati prospettati furono tutti migliori di quelli previsti, a iniziare dal Pil.

Oggi come fai a convincere l’Europa? Lo capisce anche un bambino che stanno dando i numeri. Non tagliano nessuna spesa ( i vitalizi sì, spiccioli non cifre) aumentano in modo esponenziale la spesa corrente facendo crescere deficit e debiti e senza tener conto che l’andamento dello spread aggraverà ulteriormente entrambi. Il tutto prevedendo un aumento del Pil fantastico a cui non crederebbe nemmeno un bambino, perché la manovra non ha un solo punto che preveda sviluppo, anzi sono tutte restrittive. Senza contare che l’aria che tira sta portando investitori e imprese a tirare i remi in barca e guardare all’estero. E non solo, oggi tutti i paesi europei prevedono un raffreddamento del Pil nel 2019. E noi senza averne titolo dovremmo andare in controtendenza.

Che dire?Grazie elettori, avete fatto un capolavoro. Vi stava sulle scatole Renzi e avete dato il paese in mano a Putin, che è un simpaticone.

Se hai trovato interessante questo articolo, clicca su una pubblicità a caso, a te non costerà nulla a noi ci aiuterà a investire in ricerca

0
CONDIVIDI su:

Una risposta a 2011 – 2016 – 2018 = Tre momenti di attrito con l’Europa. Ma oggi tocchiamo il fondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Chi è Online
Al momento non ci sono utenti online
Membri attivi di recente
ADRIANO AMATO
MASSIMO MINNETTI
Foto del profilo di STAFF
PIERO GIORDANO
BRUNO MAZZARINO
ENRICO RICCIATTI
ARCHIVIO ARTICOLI
GLI ARTICOLI PIÙ GETTONATI