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MINNITI SI CANDIDA ALLA SEGRETERIA PD

 

Sono ormai mesi che il mondo renziano è in fermento, che parla di congresso, mentre Renzi non ne parla, che partecipa mentre Renzi dice: noi non ci saremo, che applaude Minniti non ancora candidato, mentre Renzi dice: io non metto il cappello su nessuno. Come mai? È semplice, il mondo renziano, non tutto ma in buona parte non è immune al condizionamento della vera Kasta, del potere più forte che esista in Italia: LA STAMPA.

Ed è la stampa che ha guidato questa operazione trappola, che vuole evidentemente fermare quel sussulto di novità e intraprendenza che abbiamo visto a Firenze, che vuole far scomparire per sempre il nome di Matteo Renzi. Ed ecco che inventano l’operazione Minniti.

Premessa del tutto personale: non ho nulla contro Minniti, lo giudico persona seria e capace, uno che non è mai sceso a compromessi, uno coerente fino al midollo. Un uomo nato e cresciuto sotto l’ombra di Massimo D’Alema quando era D’Alema, lui è rimasto Dalemiano fino in fondo mentre il suo mentore ha smesso di esserlo. A lui non può essere addebitato di essere salito o sceso da carri.

Dice: Essendo stato tra chi non ha esagerato nel lodarlo quando era al potere, non ho alcun bisogno di prenderne le distanze.

Io lo scrivo da tempo, inascoltato,che Minniti non ha mai detto o fatto alcunché per potersi definire Renziano.

Oggi, il giorno della sua candidatura, deve purtroppo chiarirlo più forte e allora guardate:

  • Io non sono lo sfidante renziano. In campo c’è solo Marco Minniti
  • So bene che le scorse elezioni sono state più di una sconfitta. C’è stata una rottura sentimentale con i nostri elettori
  • La sconfitta del nazionalpopulismo è possibile solo si riesce a parlare con la società italiana. Va ricostruita una connessione
  • Non si può rispondere a chi ha perso il lavoro con la freddezza delle statistiche. Dicendogli che l’occupazione cresce
  • C’è bisogno della sinistra riformista. I più deboli si sono sentiti abbandonati.  Anzi, addirittura biasimati. Quello spazio è stato colmato dai nazionalpopulisti. Basta vedere quel che è accaduto nelle nostre periferie
  • Cioè siete stati elitari? «Forse aristocratici. Non possiamo più esserlo
  • Serve una grande alleanza democratica
  • L’M5S può essere un alleato? “Questo discorso può essere fatto solo dopo che questa maggioranza nazionalpopulista verrà sconfitta nel Paese”

Bene, viste queste frasi estrapolate dall’intervista di oggi (vedi sotto), ditemi se le stesse frasi non avrebbe potuto dirle Zingaretti, come Bersani, come Franceschini, come Fratoianni.

Naturalmente questa mia, è un’opinione del tutto personale, non è l’opinione di POLITECA, è solo un invito a riflettere. Poi so bene che molti correranno al congresso a votarlo convinti che sia renziano, molti lo voteranno rassicurati che non è renziano, molti lo voteranno perché è il meno peggio (e lo è, anche perché non è difficile).

Io personalmente in un congresso in cui in lizza c’è Nicola Zingaretti, non partecipo. Sarebbe come se mi si chiedesse di votare sulla piattaforma Rousseau. Ma è un problema mio.

Ps: vedo già chi mi risponderà che le prese di distanza reciproche fra Minniti e Renzi sono “tattica”, teatro. Rispetto il vostro pensiero, anzi spero che sia così.

LEGGI L’INTERVISTA

 

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