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E se la procedura d’infrazione fosse proprio quel che ci vuole?

Conte, Moavero, Tria e c. continuano ad annaspare in cerca del via libera alla loro “manovra contro il popolo”. Nel frattempo prendono in giro le Camere in maniera mai vista dal ’48 ad oggi. Unico vantaggio: nessuno potrà mai più parlare di parlamentari umiliati. Abbiamo raggiunto il top (molto molto al di là del peggio del peggio che si fosse visto prima: per capirci, siamo in un’altra categoria).
Ciò detto mi sono un po’ stancato dell’ipocrita incipit di tutti, dico tutti i commentatori che fanno finta di considerare la PROCEDURA D’INFRAZIONE UE come un disastro epocale rispetto al quale qualsiasi mezzo e manovra sarebbero necessari e giustificati.
Non la penso per nulla così.
Penso che meglio la procedura d’infrazione che una manovra contro il popolo del tipo che ci stanno per infliggere: dannosa, diseducativa, strutturalmente sbagliata, destinata ad aggravare i nostri guai e non ad affrontarli. Naturalmente se la procedura fosse evitata sulla base di una manovra seria, per gli investimenti, il lavoro e la tutela dei veri poveri, sarei il primo a rallegrarmi. Ma EVIDENTEMENTE non è affatto così: il via libera vien cercato con trucchi contabili e mezzucci, vantandosi anzi di mantenere ciò che andrebbe semplicemente buttato nel cestino. Che me ne fo di evitare la procedura d’infrazione oggi, per avere più problemi reali domani? E allora…
Procedura d’infrazione non vuol dire solo (modeste) sanzioni. Vuol dire che un paese che viene messo – di fatto più che di diritto – sotto tutela (parziale): potenzialmente costretto a fare ciò che prima o poi COMUNQUE deve fare e che la sua classe dirigente (anche passata) non ha avuto la forza di fare. Mentre la classe dirigente gialloverde vuole addirittura fare il contrario aggravando i problemi.
Saremmo costretti a fare sul serio marcia indietro su quelle follie e saremmo costretti sul serio ad aggredire il debito. Sono sicuro che si troverebbero vie di mezzo: certo, non sarebbe una passeggiata indolore, ma prima o poi dovremo andare in quella direzione.
Soprattutto i cittadini sarebbero obbligati a fare i conti con la realtà di un paese che unisce ricchezza privata e povertà pubblica. Si dovrebbero certo evitare i sacrifici alle fasce più povere, ma non si potrebbero non fare le riforme che servono per rilanciare produttività ed economia. E la gente realizzerebbe che non ci sono scappatoie grilline e che la decrescita non è un affare, ma un grosso guaio. E che non esiste la possibilità di distribuire risorse che non ci sono. E che, infine, è stata una follia abbandonare la strada della finanza di riformismo prudente (alla Padoan, per intenderci) per gettarsi in avventure suicide.
Soprattutto gli elettori saprebbero chi li ha ficcati in questi guai. Si è notato che i proUE vanno crescendo dacché gli antiUE ci governano. Hanno cominciato a capire l’assurdità di certe politiche. E’ ben per questo che Conte e c. stanno facendo di tutto per evitare la procedura d’infrazione: ma proprio per questo è giusto evitarla se si cambia manovra: se non è meglio che la UE si irrigidisca e che i cittadini capiscano dove M5S e Salvini li han portati.
Lo dico, tutto ciò, sapendo che ci rimetterei anche direttamente: perché la procedura d’infrazione non potrebbe non avere effetti sui famosi mercati. Con tutto quel che ne consegue su chi ha qualcosina da parte. Ma prima o poi si dovrà comunque uscire dall’equivoco di finte austerità che non cambiano nulla e si dovrà capire che la cura Padoan (dopo quella Monti d’emergenza) era già un lusso, era già il massimo che si potesse fare: che un paese col debito che abbiamo sul groppone o fila dritto come un fuso, attento ad ogni passo che fa, o rischia di doversi sorbire cure da cavallo. Gli italiani – per ora – hanno scelto, per ignoranza e perché abbindolati, l’impossibile moltiplicazione dei pani e dei pesci: perciò la cura da cavallo è forse il modo di svegliarsi e anche di rendersi conto di chi sono le vere responsabilità, passate, e soprattutto presenti; e quali le limitate e strette vie d’uscita. La procedura d’infrazione evitata per il rotto della cuffia a spese del futuro rischia solo di scaricare su altri la resa dei conti.

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Una risposta a E se la procedura d’infrazione fosse proprio quel che ci vuole?

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    Ne hai di fantasia questi fanno solo chiacchiere, ma no per cattiveria, ma proprio perché sono deficienti e non sanno fare altro.piuttosto tutti voi giornalisti fate APPELLO al vostro onore e cominciate a dire LA VERITÀ, LA SEMPLICE NUDA E CRUDA VERITÀ Se la SMETTETE di coprire tutte le nefandezze che compiono, allora si che cambierà molto

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