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SALVINI: PERSONA NON GRADITA IN ISRAELE

Vi proponiamo qui di seguito la traduzione di due articoli apparsi in Israele sul nostro VicePremier  Salvini.

Articolo di Sefy Hendler  su Haaretz,  7 Dicembre 2018

Il governo israeliano prevede di stendere un tappeto rosso la prossima settimana per il vice primo-ministro italiano Matteo Salvini, un fervente ammiratore del fascismo e di Mussolini.

Il 29 luglio, neofascisti di tutto il mondo hanno celebrato il compleanno di Benito Mussolini, padre fondatore del fascismo italiano. Anche il Ministro degli Interni italiano, nonché vice primo-ministro, Matteo Salvini, ha ritenuto opportuno rendere pubblico omaggio al padre delle leggi razziali italiane, nell’anniversario della sua nascita.

“Tanti nemici, tanto onore” ha twittato Salvini, avvicinandosi al detto mussoliniano “molti nemici, molto onore”. Salvini, il capitano –come è soprannominato in Italia– ha modificato leggermente la frase, probabilmente per far arrivare il messaggio senza citare il Duce in modo troppo diretto.

All’incirca 75 anni fa il corpo di Mussolini è stato appeso ed esposto a Milano come se fosse quello del più infido traditore. Salvini, leader del partito nazionalista di estrema destra, La Lega, non fa segreto della sua nostalgia per il fascismo. In un’intervista ha spiegato: “che nel periodo del fascismo Mussolini abbia costruito tante cose, che sia stato introdotto il sistema delle pensioni è un’evidenza”.

Nello stesso discorso, ha denunciato le leggi razziali promulgate da Mussolini contro gli Ebrei. La sua dichiarazione era una riposta diretta al Presidente italiano Sergio Mattarella che, in occasione del Giorno Europeo della Memoria dell’Olocausto, aveva condannato la nostalgia per Mussolini: “il fascismo è stato disumano e il tentativo di nobilitarlo con alcuni meriti, insieme a solo due “errori” che l’hanno accompagnato (l’alleanza con i nazisti e le leggi razziali) è inaccettabile.”

Salvini è rimasto del suo parere. La lista delle affermazioni e delle azioni che lo classificano come fascista si allunga continuamente, e ora include una proposta di legge per un censimento riservato soltanto ai Rom (a lungo conosciuti come Zingari).

Ufficialmente, Israele intende stendere un tappeto rosso sotto i suoi piedi la prossima settimana. Durante la visita programmata, Salvini dovrebbe incontrare il Presidente Reuven Rivlin e il Primo Ministro, molto probabilmente visitare Yad Vashem e il Muro del Pianto e compensare i suoi ospiti con molte dichiarazioni di sostegno. La Gerusalemme di Netanyahu è diventata una fabbrica per rilasciare certificati di perdono ai nazionalisti di tutto il mondo, i quali, come ricompensa per il sostegno all’attuale politica di Israele, ricevono indulgenza per le loro scandalose dichiarazioni su tutti gli altri temi.

I sostenitori di Netanyahu diranno che sarebbe da ingenui o da stupidi aspettarsi che un governo, qualunque governo, non ricorra a certe misure obbligate­ di realpolitik, anche quando non sono moralmente “appropriate.” Eppure Israele, che fu fondato dai “pochi sopravvissuti” (i rifugiati ebrei che sopravvissero all’Olocausto) dovrebbe avere una voce speciale nella famiglia delle nazioni.

Nessuno si aspetta che Netanyahu tagli le relazioni con l’Italia. Ma la diplomazia, anche sotto Netanyahu (che legittima figure come l’ungherese Viktor Orban) ha gli strumenti per affrontare pericoli chiari e immediati come Salvini. Non ha alcun senso dichiarare Marine Le Pen persona non grata a Gerusalemme (come decretato dal ministero degli Esteri nel 2006 sotto la presidenza di Ehud Olmert), mentre ora si riceve Salvini nella residenza del Presidente, nell’ufficio del primo ministro e nello Yad Vashem.

“Ogni epoca ha il suo fascismo,” diceva lo scrittore italiano Primo Levi, un sopravvissuto di Auschwitz. Circa 8000 Ebrei di cittadinanza italiana furono assassinati dai nazisti, con la complicità dei fascisti. Ricevere Salvini a Gerusalemme equivale a sputar loro in faccia.

Leggi l’articolo originale

 

Articolo di Ariel David su  Haaretz, 9 dicembre 2018

Comunista, separatista, nazionalista: ecco cosa dovete sapere sull’uomo forte italiano Matteo Salvini.

Ecco alcuni fatti che bisogna sapere sul viceministro anti-immigranti di Roma, l’ultimo dei leader populisti ad essere ospitato da Israele.

Matteo Salvini, vice-presidente e ministro degli Interni, è l’ultimo nella sfilata di leader populisti di destra a visitare Israele ed ha ricevuto il caloroso benvenuto dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Salvini, che visiterà Israele martedì e mercoledì prossimi, è noto per le politiche anti-immigrazione ed euroscettiche che ha promosso da quando è stato catapultato al potere dalle elezioni della primavera scorsa. Ha forti legami con altri leader populisti europei e internazionali, ma ha anche promosso un suo marchio casalingo di nazionalismo di destra. Ecco alcuni fatti da sapere su di lui e sulla sua folgorante ascesa al potere.

Radici separatiste

Salvini ha 45 anni ed è nato a Milano in una famiglia benestante. Dopo aver flirtato in gioventù con il comunismo, si è unito alla Lega Nord, un movimento che promuoveva la separazione del ricco nord italiano dal più povero e sottosviluppato sud del paese.

Arrivato al vertice dalla Lega nel 2013, un partito che sfruttava l’ostilità degli italiani del nord verso i loro vicini del sud, l’ha trasformata in un partito che sfrutta l’ostilità diffusa in tutto il paese verso gli immigrati e le politiche europee, che vengono viste dai suoi sostenitori come fonti di criminalità gli uni e di problemi economici le altre.

Connessioni fasciste?

Con la promessa di mettere “prima gli italiani” e di “ripulire” l’Italia dagli immigranti illegali “se necessario anche con la forza”, Salvini ha ottenuto il 17% dei voti nelle elezioni di marzo, permettendo alla Lega di entrare in una difficile “grande coalizione” di populisti insieme al Movimento 5 Stelle, il partito popolare anti-establishment fondato dal comico Beppe Grillo.

Salvini è ora l’uomo politico più popolare in Italia e i sondaggi prevedono che la Lega prenderebbe più del 30% dei voti se si votasse oggi. Mentre la Lega non ha sue radici fasciste, molti piccoli partiti neo-fascisti si sono dichiarati favorevoli a Salvini e molte delle sue manifestazioni vedono una buona presenza di militanti di questi movimenti che ostentano simboli fascisti e ritratti di Benito Mussolini. Da abile comunicatore, Salvini ha spesso strizzato l’occhio a questa parte di sostenitori, citando frasi del Duce e dicendo che il fascismo ha prodotto molti risultati positivi.

Politiche divisive

Da quando è diventato ministro dell’Interno, Salvini è stato criticato in patria e fuori per la sua linea dura sui migranti. Ha impedito a navi che avevano salvato migranti in mare di attraccare in porti italiani.

Una legge che ha fatto approvare recentemente in parlamento, chiamata “decreto Salvini,” ha introdotto nuove misure di severità, come l’abolizione della protezione umanitaria per i migranti che non ottengano lo status di rifugiato, cosa che ha prodotto dozzine di espulsioni di persone vulnerabili dai centri migranti gestiti dallo stato.

Salvini è anche finito sulle prime pagine per la sua proposta di fare un censimento dei Rom, i cosiddetti Zingari, e di espellere quelli che non hanno la cittadinanza italiana. Il piano è stato respinto dai gruppi di destra e dalla comunità ebraica italiana che vi ha visto inquietanti somiglianze con le leggi anti-semite emanate nel 1938 dal regime di Mussolini.

Viva Trump, Viva Putin

Una volta Salvini ha riassunto i suoi legami politici internazionali twittando: “Viva Trump, viva Putin, viva Le Pen,” riferendosi al Raggruppamento Nazionale di estrema destra di Marine Le Pen, un alleato chiave della Lega nel Parlamento Europeo.

La Lega ha stabilito legami ufficiali con il partito Russia Unita di Vladimir Putin e Salvini ha lodato le politiche da uomo forte del presidente russo e ha criticato le sanzioni UE contro Mosca. È anche un ammiratore del presidente USA Donald Trump e della situazione di “legalità e sicurezza” che le sue politiche porteranno, secondo lui, agli Americani.

Salvini si è incontrato all’inizio dell’anno con l’ex consigliere di Trump, Steve Bannon, ed è stato tra i primi ad unirsi al “Movement” di Bannon, che ha lo scopo di raggruppare il partiti populisti d’Europa in vista delle elezioni europee dell’anno prossimo.

Protagonista dei social media

Il paffuto e sorridente Salvini deve molto del suo successo al suo stile informale e accessibile, oltre che alla sua massiccia presenza sui social media. È stato proclamato il politico europeo con il maggior numero di follower sui social media e twitta regolarmente sui suoi provvedimenti, pubblica selfie da dimostrazioni e incontri, oltre a foto di tiramisù, spaghetti e altri piatti preferiti.

Litiga liberamente online con chi lo critica: l’altra settimana si è battuto con l’ex star della serie televisiva Baywatch, Pamela Anderson, che aveva stroncato su Twitterla sua politica, ed è stato recentemente criticato per aver pubblicato la foto di tre ragazze minorenni che partecipavano a una protesta, esponendole così agli insulti online dei suoi seguaci.

La popolarità di Salvini sui social media è stata anche fonte di gaffe e di momenti imbarazzanti. Il mese scorso, la sua compagna e personaggio televisivo Elisa Isoardi ha rotto con lui pubblicando su Instagram un paio di selfie intimi della coppia.

La settimana scorsa Salvini è stato anche rimproverato dai magistrati per aver twittato, prima che fosse conclusa, su un’operazione di polizia contro un gruppo di malavita organizzata, potenzialmente favorendo la fuga di alcuni dei sospettati.

“Fratello di Israele”

Anche se alcuni importanti esponenti della Lega hanno mostrato simpatia per la causa palestinese, motivata soprattutto dal tradizionale indipendentismo del partito, Salvini ha manifestato negli ultimi anni una forte tendenza pro-israeliana.

Si è definito “un amico e un fratello di Israele” ed ha visitato il paese nel 2016, incontrando membri della Knesset e stigmatizzando il fatto che Hamas “tiene in ostaggio” milioni di Israeliani e di Palestinesi.

D’altra parte, Salvini non ha esitato a condividere teorie di complotti, di sapore antisemita, come la solita accusa al miliardario ebreo-americano George Soros di favorire l’immigrazione illegale in Europa.

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