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IL PCI ALL’ATTACCO DI RENZI

Del suo evento di ieri è passato tutto, ma la risposta sulle vittorie del Pci non l’hanno digerita. Direte, ma il Pci non c’è più. No, carissimi il Pci c’è, è una presenza costante e ingombrante nella vita di questo paese.

Limitava il progresso ieri e lo limita oggi. Ve lo dice uno che quel partito lo votava e di cui ne aveva la tessera.

Tornando al tema. Sono contento di essere un nulla, che non lo legge nessuno, altrimenti mi sarei tirato addosso lo stesso trattamento. Circa una settimana fa, impazzavano questi spot che ricordavano che Renzi aveva distrutto la sinistra, quella grande sinistra di Togliatti e Berlinguer.

Timidamente chiesi: scusate, io c’ero ed ero attento alla politica quanto oggi, ma sinceramente ho un vuoto di memoria, perché queste vittorie di Togliatti e Berlinguer io non me le ricordo.

I picchi massimi, il 30% di Togliatti nel 48, il 34%  di Berlinguer nel 76. Ecco è bene ricordarlo, che quel 34% si confrontava con un 66% totalmente avverso al Pci, quindi senza alcuna possibilità di vittoria.

Poi ci sono le solite leggende, gli Americani, la Cia, non avrebbero mai permesso la vittoria del Pci. Però la sostanza è quella e il risultato non cambia perché la verità è sempre la stessa, questo paese è di destra, lo è sempre stato, ieri e oggi. Oggi forse trova il massimo risultato fra due destre dal volto nuovo, diverse ma molto simili.

Possono esserci stati periodi di maggiore espansione della sinistra, soprattutto quando le masse hanno sperato di ottenere benefici materiali concreti dando il voto al Pci.  Però la storia ci insegna che appena ottenuti i benefici tutti sono tornati verso destra. Certo poi ci sarebbe da capire come una minoranza possa essere stata l’unica autrice per esempio dell’emancipazione della classe operaia, senza il supporto del partito di maggioranza, ma questo è altro argomento.

Infine naturalmente ci sarebbe da chiedersi come mai non sia stata rivolta la stessa accusa a Occhetto quando prese il 16% nel 92, a Veltroni quando prese il 17% nel 2001.

Oggi siamo al punto che alla mia domanda, tra quei pochi che mi leggono, si è alzato un urlo di invettive, quando ho posto quella domanda.

Ieri alla presentazione del libro di Renzi a Piazza di Pietra, lui pone la stessa domanda, e la pone in risposta allo stillicidio a cui è stato sottoposto dal 4 Marzo 2018 in poi, e c’è una sollevazione ovunque dei vari Pci, con invettive e ingiurie mai viste nemmeno verso mafiosi e dittatori.

L’immagine che ho leggendoli o ascoltandoli, è purtroppo desolante. È la stessa immagine che mi si pone quando ai fascisti gli si tocca Mussolini, stessa reazione. È sconfortante, perché molti di questi sono nascosti in un partito che aveva l’ambizione di chiamarsi democratico.

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5 risposte a IL PCI ALL’ATTACCO DI RENZI

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    E’ un’analisi molto interessante, con un inciso.
    I risultati del PD andrebbero visti nell’ottica di un partito che è la somma di due, se ha ancora senso parlare di ds e margherita

    11+
    • ADRIANO AMATO

      Sì, purtroppo sappiamo bene in politica le somme matematiche non funzionano. Comunque il punto è che il partito rappresentativo del centro-sinistra, nella storia e in ognuna delle sue 4 versioni ha avuto punte massime del 34% e minime del 16%. L’unica volta in assoluto che ha raggiunto il 41% è stato con le Europee di Renzi, venendo dal 26% di Bersani che in un colpo aveva perso 2.500.000 di voti (come Renzi nel 2018).

      7+
  • Avatar

    La verità è che ci sono molti partiti comunisti, ma non c’è il comunismo. Mi conforta il fatto che il comunismo, col tempo,si affermerà in tutto il mondo altrimenti per l’umanit Non ci sarà speranza.

    1+
  • Avatar

    Io ho votato Renzi e sostenuto fino al Referendum; da allora lo ritengo colpevole, prima della caduta dei voti PD della distruzione del PD stesso, in totale autonomia senza alcuna consultazione; colpevole di aver cooptato la Direzione del partito e la maggior parte dei deputati; colpevole di aver promosso delle riforme senza alcuna consultazione democratica; colpevole di decidere con pochi (giglio magico) una politica a volte in antitesi con i principi del partito, colpevole di continuare tramite i suoi uomini in maniera subdola a condizionare il partito. Ecco perchè, a mio avviso deve prendersi una stagione di riposo totale!

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