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“UNITI SI VINCE” ricorda la “corazzata Potëmkin”

Ultimamente nel popolo che affolla (si fa per dire) la ormai piccola piazza del centrosinistra non si sente altro. Unità, unità, bisogna restare uniti per battere le destre e altre banalità simili.

Una moda ringalluzzita da due eventi. I risultati delle ultime elezioni regionali, persi alla grande dal centro-sinistra, ma siccome i poteri forti hanno stabilito che si dovesse festeggiare, tutti uniti, rianimati da non si capisce quali speranze.

Poi, la vittoria del nuovo segretario al congresso del Pd. Anche in questo caso, non si capisce bene quale sia l’elemento che possa far bene sperare in qualcosa di positivo per questa area, ma andiamo oltre.

Allora proviamo a fare un giochino, e lo dico chiaro e forte, è un gioco, condito di fantasia, senza alcuna base scientifica. Un gioco che non vuole assolutamente fare previsioni, non indica certezze, al massimo tenta di far vedere che di certezze oggi non ne abbiamo.

Partiamo da questa ipotesi agognata. In cosa consisterebbe questa unità? Intanto nell’unità all’interno del Partito Democratico che oggi risulta più diviso che mai, nemmeno all’inizio quando era disegnato fra ex Dc e ex Pci lo scontro era così forte. Poi? Poi l’alleanza con Leu o suoi derivati. Rifondazione lasciatela in pace, che sembra finalmente aver trovato la sua strada.

Esaminiamo partendo da dati consolidati, quelli delle ultime elezioni politiche.

Il Pd, parte da 6.161.000 voti. È fuori discussione che questi voti non li ha più. Ci sono i sondaggi che quando sono tutti concordi sono veri, c’è il trend dimostrato dalle ultime consultazioni. A questi vanno sicuramente aggiunti almeno un milione di voti in meno di elettori che non accettano il nuovo Pd a guida Zingaretti. Li sogno? Veramente vi potrei fare nomi e cognomi di un campione più che valido. Per essere ottimisti assegniamo al Pd 5 milioni di voti. Lo facciamo perché sappiamo anche che quando c’è un nuovo segretario,  soprattutto se così ben supportato dal regime mediatico, qualcosa in più rimedia sempre.

Poi c’è Leu = 1.114.00. Sappiamo che molti di questi voti potrebbero tornare al Pd, quindi inutile ipotizzare quanti perché il totale non cambia.

La verità è che ci troviamo con un totale di 6.100.000 voti circa che rappresenterebbe la grande unità che dovrebbe battere le destre. Le quali destre, quelle al governo, ovvero solo Lega e M5S ammontano a ben 16.400.000 voti. Inutile che ora veniate a dirmi che il M5s è in calo, primo perché questo calo a livello nazionale è tutto da provare, secondo perché è un semplice travaso, dal M5s alla Lega. Poi ci sono gli altri partiti di destra, ma lasciamoli fuori.

Qual è il problema? È che questo nuovo Pd tornato vecchio, non ha chances, perché può contare su un’area molto risicata. Fermo restando che le destre stanno da un’altra parte e in quell’area non è pensabile attingere più che piccole minoranze. Questo vorrei gridarlo forte a chi dice la corbelleria assurda che bisogna riprendersi i voti del M5s.

Vediamo invece un partito di ispirazione democratica, liberale, come voleva essere il Pd ed ha rinunciato, in che area potrebbe attingere voti:

Vi sembra difficile attingere tutti quei voti da quel bacino? Io direi impossibile. Però credo che i numeri dimostrino che se far fronte alle destre da quella posizione è difficile, pensare che si possano battere con quell’unione che viene ventilata al momento, è semplicemente ridicolo.

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