COORD. ADRIANO AMATO

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Fascismo e Antifascismo, cosa sono oggi ?

Il Ministro Minniti dice: “ Il fascismo è morto per sempre”.  Emanuele Fiano dichiara esattamente il contrario.

Non la pensano allo stesso modo ?

Io penso invece che ci sia confusione nel tema, soprattutto nel significato della parola Fascismo, perché ognuno gli attribuisce un senso diverso.

Proviamo a riflettere un attimo, cos’è il fascismo nella sua accezione primordiale?

Un movimento politico nato intorno al 1920 per volere di Benito Mussolini, un movimento nazionalista e autoritario.

Il movimento al potere espresse una vera e propria dittatura e Mussolini fu il suo duce. Già, sembra strano ma tutte le dittature hanno bisogno di un dittatore a cui stringersi intorno. I dittatori non si tramandano di padre in figlio, tanto meno si succedono per elezione.

Se il fascismo è questo, non ha ragione Minniti a dire che il fascismo è morto? La logica vorrebbe dirci questo, che è morto il 28 Aprile 1945 assieme al suo fondatore.

La seconda domanda però è un’altra: è veramente questo il significato che diamo alla parola fascismo, oggi? Forse no, forse ormai siamo abituati a etichettare come fascismo qualsiasi espressione che auspichi il totalitarismo e qualsiasi opzione antidemocratica.

È tutto legittimo, però serve chiarezza, perché allora quando parliamo di antifascismo, bisogna capire anti cosa. Se parliamo della prima opzione e decidiamo che il fascismo è morto, è morto anche l’antifascismo, non ha più alcuna ragione di essere.

Se antifascismo significa essere contro ogni autoritarismo, la confusione è totale, perché rischiamo di trovarci in piazza con gli antifascisti più agguerriti che a loro volta sono stati fautori o comunque hanno giustificato altri tipi di autoritarismo. Chiaro che mi riferisco al comunismo. E io sento già, qualcuno pronto a parlarmi del Comunismo tradito dal Bolscevismo, del Marxismo, di fatto mai realizzato.

Dico solo una cosa, non raccontiamoci storie, non è tecnicamente possibile attuare un sistema marxista ttraverso principi democratici. Nessuna comunità sceglierà mai per intero di rinunciare a tutte le sue proprietà e al libero arbitrio di scegliere il modo in cui vivere, è un sistema che si può imporre solo con la forza, eliminando qualsiasi barlume di democrazia. Quindi non esiste un totalitarismo buono e uno cattivo, la cancellazione della democrazia ha sempre la stessa valenza.

Tornando a noi, cosa vietiamo oggi ? qualcosa che non c’è più, che rivive solo grazie al folclore, di mani alzate, di immagini militari, ma che non sono in grado di mettere in piedi una dittatura, non solo per l’esiguità dei componenti, ma per l’assenza di un dittatore. Almeno che non pensiate che un personaggio come Fiore possa far battere milioni di cuori.

Oppure vogliamo vietare, combattere, e manifestare in piazza contro chiunque ricordi o auspichi un regime non democratico? Personalmente mi adeguo a tutto, senza problemi, ma essendo di formazione liberale, io ritengo che chiunque abbia il diritto di pensare che in alcuni momenti sia meglio una stretta alla democrazia, come chiunque abbia il diritto di promuovere il comunismo, il marxismo, di portare magliette di Che Guevara, di salutare con il pugno chiuso, tutti simboli lontani dall’espressione democratica, dalla pace, dalla non-violenza.

Detto questo, io so che mi adopererò fino all’ultimo giorno della mia vita per evitare che una sola di queste opzioni prenda corpo.

Per concludere però, vorrei ricordare, che i fautori del comunismo e del fascismo, sono 4 gatti. Qualcuno oggi, sfruttando il sentimento diffuso contro gli immigrati riesce a convogliare nelle piazze centinaia di persone, ma non sono certo questi eventi che possono mettere in pericolo la nostra democrazia.

Quello che invece mi preoccupa è il totalitarismo del ventunesimo secolo, quello che riesce attraverso sistemi più attuali a influenzare milioni di persone, quello che riesce con sistemi subdoli, al limite della legalità a distruggere i propri avversari politici.

Quello è un processo molto avanzato, a uno stadio che si avvicina al traguardo e che tutti dovremmo ritenere veramente pericoloso, altro che le 4 teste rasate. Questi ultimi bisogna solo ingabbiarli quando infrangono la legge e anche cercare di sottargli l’humus in cui si moltiplicano.

In sintesi, credo sia arrivato il momento di fare chiarezza, sui significati, ma penso anche che ad esempio dovremmo chiederci se il divieto di ricostituzione del partito fascista oggi abbia ancora senso, se decidiamo di sì, dovremmo chiarire se Casapound e Forza Nuova hanno questi connotati. Se sì, mettiamoli una buona volta fuorilegge, se no, mettiamoci l’animo in pace e non scandalizziamoci ogni volta che appaiono e soprattutto se riusciranno a entrare in parlamento.

Si cari amici, chiarezza perché, non so voi, ma io non mi fido più di chi per la democrazia e contro le limitazioni della libertà,  non alza un dito, che va a braccetto con gli elementi più pericolosi per la democrazia e poi pensa di lavarsi la coscienza dichiarandosi antifascista e andando alle manifestazioni.

Anche perché poi alle manifestazioni si rischia di marciare dietro a striscioni che inneggiano a Tito. Mi dicono sì ma quello era uno. Intanto erano diversi e le persone che gli camminavano dietro erano tante, ma che significa? Guardate che anche quello che ha sparato agli immigrati era uno, uno solo, non sparano agli immigrati ogni giorno e in ogni dove.

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