COORD. ADRIANO AMATO

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SFATIAMO LA BUFALA CHE UN PARLAMENTARE ELETTO POSSA RINUNCIARE

Prima ci avevano addirittura raccontato che un candidato espulso dal Movimento potesse rinunciare alla candidatura. La bufala fu presto smentita, chi è candidato è candidato, non può ritirarsi.

Ora continuano a far circolare quest’altra bufala, che siccome hanno firmato un accordo, i candidati espulsi ma eletti, rinunceranno a entrare in parlamento. Bufala, una dei milioni di bufale propagate da chi guadagna voti con le menzogne.

Chi è eletto va in parlamento e prende lo stipendio, nostri soldi, come tutti gli altri. Potrà dare le dimissioni? Intanto se crediamo alle favole, ok, possiamo pensare che uno dei tanti che arriva dalla strada, dalla disoccupazione, dall’incapacità di dare un senso alla propria vita, davanti alla prospettiva di portare a casa un milione di euro in 5 anni, e per di più senza fare niente, perché niente è in grado di fare, tranquillamente, rinunci. Se credete alle scie chimiche, potete credere anche a questo.

Ammettiamo che succeda? Pensate che basti dare le dimissioni per uscire dal Parlamento? No, cari amici, non è affatto semplice. Le dimissioni vanno approvate dall’aula. Che problema c’è? Che nella storia in questi casi non vengono mai accettate.

Anche su questo, purtroppo mi tocca leggere tante fesserie, da chi non perde occasione per dileggiare la classe politica. Facciamo il punto. Possono esserci diversi motivi per cui un parlamentare chiede di essere dimesso. Motivi di lavoro, motivi di salute, sono rarissimi, ma in questi casi vengono accettate. Purtroppo però il caso più frequente riguarda personaggi in rotta con il proprio partito e costretti a dimettersi.

In questi casi accettare le dimissioni da parte dell’aula significherebbe venir meno ai principi costituzionali, in particolar modo al vincolo di mandato che sancisce che un eletto ha un vincolo verso i cittadini che lo hanno eletto e non verso il proprio partito.

Quindi, sfatate il mito dei parlamentari malati di corporativismo, sono solo rispettosi della Costituzione.

Per concludere, rassegniamoci cari amici, tutti quei delinquenti candidati dal Movimento 5stelle ce li ritroveremo in Parlamento, e rimpiangeremo i tempi di Razzi e Scilipoti. Naturalmente un modo per evitare tutto ciò esiste: tenersi lontani, sempre e comunque dal mettere la croce sul logo pentastellato. Non esiste altro modo.

Ultima curiosità, non servirà saperlo perché non succederà, ma ricordatevi che se un parlamentare eletto nell’uninominale, dovesse essere per qualche motivo dimesso dal Parlamento, sarà necessario andare a elezioni suppletive, non esiste la surroga, il rimpiazzo automatico come nell’area proporzionale.

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