COORD. ADRIANO AMATO

Perché non faccio il tifo per un segretario

 

Ieri da una mia battuta di puro spirito, non politica, fatta su Martina, si è acceso sui social un dibattito che sembrava già la campagna per le primarie per l’elezione del Segretario.

Lo dico apertamente, non ci sto. Io al totonomi non partecipo, non mi interessa. Io voglio sapere che indirizzo prende il Pd, se segue quello proposto e votato dagli ultimi due congressi, anche se un mese fa non è stato votato dagli elettori che non sono del Pd. Oppure se come chiede qualcuno, bisogna cambiare verso e da quello che leggo, bisognerebbe adottare il programma di Leu, quello che ha raggiunto il 3% nonostante fosse la lista comprendente il maggior numero di personalità: da ex Premier, ex segretari del partito, Presidenti di Regioni e chi più ne ha più ne metta.

La mia è una posizione del tutto personale, ma so che è molto condivisa all’interno del Pd. Non faccio parte dei fan club renziani,  che li sento quotidianamente dire : se non c’è Renzi, strappo la tessera. Io sono appassionato di politica, non di calcio.

Per me Renzi significa, il progetto politico nato con la Leopolda, sviluppato e anche applicato  gli anni seguenti. Non ho difficoltà a riconoscere a  Matteo Renzi delle qualità eccezionali, l’energia, la prontezza, la caparbia, la lucidità, la lungimiranza e nel momento in cui riconosco tutto questo, vedo anche l’assenza di altri personaggi con le medesime qualità.

Ciononostante, io continuo a voler parlare di politica e non di uomini. Quindi non condivido chi continua a invocare il ritorno di Renzi, perché io voglio sapere dove va il partito, non chi sarà il segretario, non mi interessa. Anche perché credo si debba rispettare il volere di Matteo e se lui dice che non intende ripresentarsi alle primarie o all’assemblea, come segretario, ritengo abbia le sue buone ragioni e che vadano rispettate. Direi anche comprese, perché sono ragioni politiche e umane. Politiche, perché non c’è dubbio che 4 anni di guerra violentissima contro di lui, lo stillicidio quotidiano, lo abbiano bruciato. Non ci piace, ma dobbiamo prenderne atto. Umane, perché io non vorrei essere nei panni di una persona che per due eventi importanti e decisivi come il Referendum e le Politiche, sia stato il motivo dei risultati, in quanto gli Italiani non sono andati a votare nel merito, ma pro o contro di lui. E sfido chiunque a portare addosso questa croce e volersi prendere ancora sulle proprie spalle una simile responsabilità.

Quindi non disconosciamo l’importanza del ruolo di “folder” di istanze rivoluzionarie che è stato di Matteo Renzi, siamo certi che sia ancora una risorsa importante, che in un futuro in cui sia passata la febbre, e molti cittadini avranno potuto rendersi conto di essere stati raggirati, lui potrà tornare ad essere leader. Ma oggi vi chiedo: lasciatelo in pace.

Ma torniamo a noi, ripeto e insisto, non gioco al totonomi, non mi interessa. Io voglio sapere, il partito cosa vuole fare. Io credo che nonostante i risultati del governo, disconosciuti solo dai disonesti, il nostro progetto politico con Renzi segretario si sia arrestato. Per intenderci, il governo l’ha portato avanti, il partito no. Quindi oggi non posso non chiedermi: la nostra idea di Italia degli anni 2050, è realizzabile con questo Pd o stiamo perdendo tempo perché le incrostazioni della peggiore Dc e del peggiore Pci sono tali da frenare ogni ipotesi di cambiamento?

Questo voglio sapere, non il nome del segretario, se è simpatico, se fa dormire. Il Gossip lo lascio al Fatto Quotidiano. Io mi occupo di politica e mi preoccupo per i miei nipoti.

Ps: non mi si dica che scrivo queste cose dopo una disfatta elettorale, le scrivo da due anni. Sotto due esempi a caso.

Se il vostro obiettivo è mandare a casa Renzi, avete sbagliato i calcoli
articolo del 8 Giugno 2016

Io non mi batto per Matteo Renzi, io mi batto per il progetto politico che lui rappresenta.
articolo del 1 Aprile 2017

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2 risposte a Perché non faccio il tifo per un segretario

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