COORD. ADRIANO AMATO

MENUMENU
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IL RANTOLO DI UN PARTITO

Non c’è un solo dato dei risultati elettorali di ieri che mi abbia sorpreso. Tutto era più o meno prevedibile, molti erano scontati.

A sorprendermi, sì perché sono duro, riesco ancora a sorprendermi, sono i commenti e le analisi all’amatriciana.

L’ASSURDO:

Comuni della Toscana che dopo 3 quarti di secolo vengono tolti alla sinistra. Vi sconvolge? A me sconvolge di più il contrario. Quando in un paese che dovrebbe essere democratico e l’alternanza è il fulcro della democrazia, ci sono località dell’Italia centrale da sempre in mano alla sinistra e altre del nord-est da sempre in mano alla destra.

LE ANALISI ALL’AMATRICIANA

L’emblema, il tweet di ieri del fantastico Luca Telese, l’esperto analista che a mio avviso ha un primato, non riesce a dire una cosa sensata e vera, nemmeno per sbaglio. Guardalo qui a fianco.

Il problema non è l’arrampicamento sugli specchi dello pseudo giornalista, lui è schierato, oltre che pagato per dire queste sciocchezze, il problema è che senti i dibattiti della gente del Pd e in alcuni casi, non molti per dire il vero, affiora questa eterna polemica verso Renzi. Ancora, inaudito ma c’è ancora, a dispetto di ogni fatto e realtà.

IL CASO ROMA, il bluff

Sento molti romani e non solo gioire per gli splendidi risultati di Roma. Scusate ma di che parliamo? Di Caudo? Veramente un Presidente catapultato dall’alto e chi mi legge saprà da che alto intendo, che ottiene uno splendido risultato: il 51% del 20% degli elettori, ovvero vince prendendo il 10% dei voti degli elettori di quel Municipio. Questo sarebbe il modello Roma che state propagandando? Scusate amici, ma quel modello è il sintomo, la causa della morte prematura del Pd, altro che modello.

Lo stesso modello con le stesse argomentazioni che abbiamo sentito assistendo alle elezioni regionali. Un Presidente riconfermato solo attraverso un’azione politica discutibile, peraltro reiterata, quale quella di mettere assieme elementi di estrema sinistra ed elementi di estrema destra, ma nonostante la spaccatura del cdx, grazie al quale vince, non ottiene la maggioranza in Consiglio. Un capolavoro, e questo sarebbe il modello?

LA PROVINCIA DI ROMA

Alcuni inconfutabili successi del Pd: Fiumicino e Velletri. Non ci sono analisi da fare, in questi casi c’è solo la riconferma di due sindaci che hanno lavorato molto bene. Stop.

Però guardiamo altri dati. La famosa Pomezia regala all’Italia un primato assoluto, per la prima volta nella storia Italiana il M5S si riconferma vincendo le elezioni. Straordinario, succede in una città ridotta a terzo mondo da questa gente, città che ogni volta che ci entro mi viene da piangere.

Però c’è anche Anzio, dove vince a primo turno una compagine che dura da 25 anni e di certo non eccelle in amministrazione.

Riassumendo e sintetizzando, il Pd continua nella sua discesa libera, non è di certo per l’effimera vittoria di un Municipio a Roma, che si possa declamare la ripresa, come vedo fare in giro. Legittimamente intendiamoci.


Il problema è che forse al di là delle analisi all’amatriciana, sarebbe ora di cominciare a capire, che Renzi non è la causa del crollo del partito, ma la vittima. Mi spiego, il partito è malato, a volte marcio, al suo interno, nei territori. Ma è lì che la gente percepisce, è lì che vota. Inutile che vi arrabattiate a cercare chi possa sostituire Renzi, magari pensando che possa cambiare le sorti del partito, il problema non è la dirigenza, ma la militanza o peggio la dirigenza periferica. Certo se poi si elegge anche un segretario che rappresenta proprio questa parte marcia, allora il Pd fa bingo. Rimane comunque il fatto che un buon segretario con un buon progetto politico, alla guida di un’auto senza freni, si schianta.


Infine mi piacerebbe fare una domanda ai fini analisti: sul Pd avete detto di tutto e di più, il suo declino è acclarato, non dovrebbe esserci niente da dire. In un paese serio dotato di giornalisti veri, oggi si discuterebbe solo del M5S e della sua discesa. Sì perché chi perde in queste elezioni è il M5S, il Pd non aveva più nulla da perdere.

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4 risposte a IL RANTOLO DI UN PARTITO

  • Chi perde e’ l’Italia .sono fiera di essere del PD e di Sostenere Renzi . brescia docet

  • Trovo sempre perfette le vostre analisi e i vostri commenti. Continuate, siete un grande stimolo ad una riflessione seria e documentata molto bene dai vostri messaggi. Grazie di cuore.

  • non ne hai detta una giusta!

  • il PD continua e continuerà a sbaglare analisi delel sconfitte finchè continuerà a ignorare gli umori del popolo italiano, etichettandoli sbrigativamente come “rigurgiti fascisti” e £deviazioni a destra”. Finchè non si libererà di quest’ossessione anacronistica di destra-sinistra su cui si foda la sua esistenza, andrà di sconfitta in sconfitta all’estinzione per mancanz di contatto con la realtài