COORD. ADRIANO AMATO

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NOTIZIE DAL MONDO – Cap. 2

YEMEN:

La battaglia per la conquista della città, del porto, e dell’aeroporto di Hodeida, da parte della coalizione sostenuta da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, entra nell’ottavo giorno di combattimenti. Si combatte in città. La situazione dunque è la solita: enormi sofferenze per la popolazione che non può essere raggiunta da aiuti umanitari. Gira voce che la Francia abbia dato una mano militarmente all’attacco della coalizione Saudita-Emiratina. L’Iran non lo dice apertamente ma quasi. La Francia organizza a breve una conferenza di pace “minima” sullo Yemen. Intanto il governo Yemenita sostenuto dai sauditi-emiratini dichiara che finche gli Houti non si ritirano da Hodeida la battaglia continua. Bel presupposto per una conferenza di pace. Il Vietnam Yemenita – la guerra più dimenticata del mondo – dura ormai da tre anni.

SIRIA:

La battaglia per la riconquista della provincia di Daraa (in basso a sinistra per chi guarda la carta geografica) continua nel solito modo, da tre giorni circa proseguono i bombardamenti da parte dell’esercito siriano. Barili bomba, attacchi in pieno centro urbano, ospedali e moschee distrutti. Si usa il metodo usato a Goutha Est, Aleppo e Douma in precedenza:si terrorizza la popolazione e la si fa fuggire, poi si attacca da terra e parallelamente si tratta con i ribelli per farli spostare nella provincia di Iblid, che a questo punto  è popolata dalle milizie sconfitte di mezza Siria. (E dove, secondo il vostro fornitore, ci sarà prima o poi un bagno di sangue da far impallidire tutti gli altri). Secondo l’ONU ci sono già 50.000 sfollati che stazionano ai confini con la Giordania, ma la Giordania non li fa entrare, notizia governativa ufficiale. La Giordania è il Paese con più rifugiati al mondo dopo il Libano, lo Stato è al collasso e non ce la fa più ad accoglierne.
Gli USA  hanno detto alle milizie ribelli che controllano la provincia di Daraa (e che hanno sempre appoggiato) che non li aiuteranno in questa battaglia. Sembrerebbe che ci sia un accordo con i Russi: voi vi riprendete Daraa ma tenete fuori le milizie iraniane dalla zona. Fonti di intelligence israeliane sostengono però che le milizie iraniane vengono allontanate dalla zona, vestite con le divise della IV divisione dell’esercito siriano, e riportate in zona di combattimento con i nuovi vestitini. Israele sta decidendo il da farsi.

LIBIA:

Come detto, il Generale Haftar, capo delle milizie che controllano la Cirenaica (capitale Tobruk – Libia est), ha ripreso i pozzi petroliferi di Sidra e Ras Lanuf conquistati brevemente dal signore della guerra libico Ibrahim Jadran. Il problema è che adesso Khalifa Haftar vuole vendere il petrolio di quei pozzi per conto suo. C’è un’accordo in sede ONU per cui tutto il petrolio libico deve essere gestito dalla compagnia petrolifera nazionale libica “NOC”.

Il Generale Khalifa Haftar

Malgrado il Vietnam libico, in tutti questi anni di guerra la NOC è sempre riuscita a tenersi equidistante sia dal governo della Tripolitania (Tripoli) di Fayez al Serray che da quello della Cirenaica (Tobruk) di Khalifa Haftar. Come ci sia riuscita, per chi scrive, è un grande mistero arabo. Alla faccia della riunificazione nazionale Haftar ha deciso che il petrolio in Libia è di chi conquista i pozzi. Un duro comunicato congiunto di USA, Francia, Inghilterra e Italia gli ha risposto: “guai a te se non restituisci i pozzi alla NOC”. Vedremo.

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