COORD. ADRIANO AMATO

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Notizie dal mondo – Cap. 3

Oggi forniamo solo Viet-nam siriano. Dunque: l’attacco siriano contro la provincia, o la zona, di Daraa prosegue. Le persone che fuggono sono passate da circa 50.000 e circa 200.000 in pochi giorni. Queste persone disperate si sono accampate a sud, a ridosso della frontiera Giordana,  e a sud-ovest, a ridosso del confine del Golan controllato da Israele. Giordania e Israele hanno chiuso le frontiere. La Giordania ha già accolto 1.300.000 profughi siriani in questi anni e non ce la fa più ad accoglierne altri. Israele teme che i terroristi si infiltrino tra i profughi. Si stanno creando baraccopoli a ridosso dei loro confini. Esercito Israeliano e Giordano forniscono un po’ di tende e un po’ di cibo, ma da quei confini non si passa.

Come procede la battaglia? Verificare le notizie è impossibile. Alcune milizie si sono arrese, altre stanno trattando, altre non trattano. Stamattina c’era stato un cessate il fuoco sulla zona, perché –  appunto – c’era una trattativa in corso, poi i bombardamenti sono ripresi violenti. Ho idea che la trattativa non sia andata proprio benissimo. Per quel che può valere (poco) qui c’e’ una cartina di un sito che appoggia le milizie ribelli. I combattimenti a terra ci sono nella zona ovest di Daraa, tra il confine giordano e la zona controllata dall’ISIS (in nero sulla carta). Notazione: nella carta, dove noi troviamo normalmente scritto “Israele”, c’è scritto Palestina occupata”

 

Israele domenica ha riunito il gabinetto di governo, allargato alla partecipazione dei comandanti dell’esercito e dei servizi segreti. È la procedura classica in caso di un possibile rischio di guerra imminente. Successivamente Israele ha inviato artiglieria pesante e carri armati a rafforzare il confine sul Golan.

Israele dichiara da sempre che non vuole entrare nel vietnam siriano, però che non vuole milizie sciite vicino ai propri confini. Il problema è proprio questo; la foto che segue – tratta da un sito legato a settori dell’intelligence israeliano – ritrae dei simpatici omini verdi che festeggiano la cattura di un villaggio nella zona di Daraa; però, secondo gli spioni israeliani, questi omini appartengono appunto alle milizie sciite Liwa Zulfigar, e non a reparti dell’esercito siriano…

 

Gli USA si sganciano? Un mese fa gli USA hanno avvertito Russi e Siriani: “se attaccherete Daraa, violando il patto di de-escalation firmato l’anno scorso, ci saranno gravi conseguenze”. Hanno violato il patto. Gli USA a quel punto hanno detto ai ribelli: “fattacci vostri”. Sette secondi dopo che gli USA hanno detto “fattacci vostri” alle milizie che appoggiavano, i Sukhoi russi hanno iniziato a tirare giù tutto quello che potevano. Viene il sospetto che Trump stia davvero pensando di sganciarsi dal vietnam siriano, come aveva promesso in campagna elettorale e ribadito poi nei mesi scorsi. In questi giorni, a chi gli chiede lumi a tale proposito, Trump risponde: “vedremo”. La prossima settimana Trump si incontra finalmente con Putin in un incontro ufficiale, a Helsinki. Ecco, appunto: “vedremo”.

Secondo fonti delle milizie filo-turche, l’esercito siriano ha bombardato un sito di osservazione turco a nord della città siriana di Hama. Se così fosse non sarebbe carino. Sarebbe il preludio di un nuovo vietnam nella provinica di Iblid. E sarebbe il vietnam peggiore di tutti.

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