COORD. ADRIANO AMATO

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Nuove misure del governo contro il gioco: paliativi ?

Milletrecento euro l’anno è la cifra che ognuno di noi spende nel gioco. Escluse schedine varie.

Per fare una battuta direi che se il gioco d’azzardo fosse inserito nel paniere dell’Istat, il numero delle persone in povertà assoluta crollerebbe drasticamente. Questa è una battuta, ma nella realtà invece possiamo pensare che molte famiglie in assenza di giocatori in casa, arriverebbero più tranquillamente a fine mese.

Il gioco è una piaga, una patologia che sta diventando epidemia. Qualcuno dice che è la disperazione a portare la gente al gioco. Non vi sembra una spiegazione un po’ superficiale? Perché allora se vogliamo stare a questo livello, potremmo dire che sarebbero possibili anche altre due motivazioni.

Il non essere più in grado di accontentarsi del proprio tenore di vita anche se decoroso.

La pigrizia, cercare di fare i soldi “giocando” piuttosto che lavorando.

Probabilmente sono tutte banalità. Come banalità sono frasi in libertà che ascolti in strada o le proposte fantastiche  di alcuni politici. E qui voglio dirlo, vedo tanta ipocrisia.

È probabile che quando si allargarono le maglie dei permessi alle sale da gioco o peggio alle macchinette nei bar, si sia commesso un errore di valutazione. Chi può dirlo? Il gioco è una malattia incurabile, io ho visto persone che quando gli è stata negata la possibilità di andare al Casinò spendevano migliaia di euro al totocalcio.

Ormai però se frittata è stata, frittata è fatta. Come se ne esce? Non penso sia facile e le proposte populiste sono ipocrite come quelle dell’uomo della strada.

Lo stato non le vieta perché ci guadagna! Sì, è proprio così. Solo dai giochi d’azzardo lo Stato incassa più di 10 miliardi l’anno. Se si chiudessero le sale da gioco e vietassero le macchinette diaboliche bisognerebbe risarcire tutti gli esercenti che per aprire una sala hanno investito cifre considerevoli, ovvero altri miliardi.

Allora la domanda è questa, tutti i cittadini colpiti da giusto impeto moralistico, sarebbero disposti ad autotassarsi di cifre rilevanti per coprire questo ammanco dello stato?

No, perché parlare è facile, fare demagogia anche, ma i fatti concreti abbisognano di azioni concrete, non di inutili sceneggiate.

Tipo quella di limitare la pubblicità.

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Una risposta a Nuove misure del governo contro il gioco: paliativi ?

  • Credo che il principio sia quello che viene applicato ai tabacchi, si possono vendere (e si vendono bene!) ma no pubblicità per favore. Esistono squadre il cui sponsor principale è una marca di sigarette? No. Non ne farei una battaglia all’arma bianca tra opposti. Ricordo molto bene quando percorrendo il raccordo, mi fermai ad un autogrill per un caffè e scoprii quante persone giocassero alle slot, nascoste in una saletta riservata; si recavano lì per rimanere lontani dagli sguardi dei vicini. Oppure quando ad Ostia il gestore di una sala mi disse, con molta franchezza, che vi erano persone che stazionavano lì per tutta la giornata. Limitare la pubblicità eliminerà tutto questo? Chiaro che no, però si dà un segnale.