COORD. ADRIANO AMATO

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Commento sulla situazione attuale del Pd.

Pensavo che il passato fosse passato – invece no, c’è ancora chi (giustamente, siamo un Paese libero e una democrazia) ritiene che il passato sia la soluzione. Condivisibile, per carità. Non per me personalmente però. Non mi ritengo parte dell’élite, né tantomeno ricca, oppure bigotta. Sono una ragazza di 24 anni che fino ai 18 di politica non se ne interessava proprio, per cui posso comprendere chi, della mia età, non ha la passione politica e decide di non votare.

Ho avuto la fortuna di studiare all’estero, di fare l’Erasmus, di avere esperienze lavorative. Ho passato la mia vita tra Italia, Francia, Austria e Germania. Mi sono fatta le ossa per quel che riguarda l’Unione europea, studiando come funziona, partecipando a Summer School. Ho avuto modo di osservare diverse culture e diverse politiche, diverse logiche e stereotipi. Ho provato sulla mia pelle i vantaggi e gli svantaggi dell’Unione europea.

L’Unione europea è una fortuna e un vantaggio. Nata per riappacificare gli stati nazionali e allo stesso tempo per avere un vantaggio economico, si è evoluta, ed è diventata il costrutto che è oggi, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Essere europeisti, come lo sono io, non è una scelta, dovrebbe essere scontato, perché senza Unione Europea non saremmo dove siamo, non avremmo ad esempio la possibilità di andare a lavorare in un altro paese UE senza alcun problema e senza alcuna barriera, avremmo ancora i dazi sulle merci tra i paesi europei, non conteremmo nulla nel mondo.

La globalizzazione ha reso l’UE ancor più indispensabile, ma ha anche delineato i suoi problemi: la mancanza di solidarietà tra stati, ad esempio. Ma non si combatte con il populismo, con le urla, come fa Salvini: si combatte cambiando l’impostazione istituzionale dell’Unione europea, che ad oggi ancora prevede che gli Stati Membri abbiano potere decisionale molto forte. Finché non si cambia questo (e solo gli Stati possono farlo, tramite riforma dei trattati, processo lungo ed esaustivo) non cambierà nulla, vinceranno sempre gli egoismi. Dobbiamo capire che ad esempio salvare le persone in mare DEVE essere una priorità per l’Unione europea e per i suoi Stati: abbiamo dei valori, che sono contenuti ad esempio nella Carta dei diritti fondamentali UE, e dobbiamo rispettarli. Che poi si debba trovare una soluzione pratica al problema dell’immigrazione illegale è chiaro: ma non possiamo pensare che lasciar morire le persone in mare dia più lavoro a noi, perché non è vero. Piccolo esempio: quanti italiani ci sono che farebbero lo spazzino, oppure i lavori più umili? Eppure sono quelli i lavori dei migranti.

In tutto questo, abbiamo bisogno dell’Unione europea forte, aperta, ma anche inclusiva, capace di essere veramente unita e di dare supporto ai suoi stati. E per fare questo, abbiamo bisogno di governi pro europeisti, che capiscano la fortuna del costrutto nel quale siamo, e che riescano a fare politiche favorevoli al bene della comunità.

Per questo rivolgo un appello al PD, che in questi giorni sta deviando dalla strada che dovrebbe prendere. Mi riferisco ovviamente alle parole di Orlando e Franceschini  di oggi, riferite all’apertura al Movimento 5 Stelle. Non si può pensare di giocare con l’Unione europea, come pare e piace: strillare e urlare in Italia, e non farsi vedere in Europa, non cambiando le cose che non vanno bene. Se davvero ci sono cose che non vanno a livello europeo, è dovere del governo attuale cambiarle, visto che ne ha la possibilità.
Il mio appello al PD: siate aperti, mettete l’Unione Europea finalmente al centro dei discorsi, smettetela coi litigi interni, e ricominciate a dare valore a ciò che volete fare.

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8 risposte a Commento sulla situazione attuale del Pd.

  • Molto d’accordo in generale. Purtroppo il problema del PD sono sopraãtutto quellii che circonàno i vari capi corrente (correnti che non dovrebbero esistere in nessun modo)

    • Federica

      Sono d’accordo, ma questo deriva principalmente dal fatto che il PD é nato con varie idee diverse, con posizioni molto diverse tra di loro. Il che era anche una ricchezza, ma adesso sta diventando veramente pesante.

    • solo inserendo nel codice etico il concetto di centralismo democratico si porrà fine a questo eterno gioco al massacro….Con D’Alema un altro mito cade: il centralismo democratico. Ma un futuro non si vedeUn altro mito è caduto. E a farlo cadere è stato chi, per età e formazione, in quel mito era politicamente venuto alla luce. Il paradigma del “centralismo democratico” era stato infatti uno degli assi portanti del comunismo mondiale nel “secolo breve”. Si può discutere quanto si vuole, meglio nelle segrete e inaccessibili stanze del potere, ma poi, una volta che il partito ha deciso la linea, a essa tutti devono adeguarsi con le parole e anche con lo spirito.16/06/2016 09:52 CEST | Con la democrazia delle primarie e la trasparenza della dirigenza …..il concetto verrebbe valorizzato ***Centralismo democratico è il nome dato ai principi di organizzazione interna usati dai partiti politici L’aspetto democratico di questo metodo organizzativo consiste nella libertà dei membri del partito di discutere e dibattere su politica e direzione, ma una volta che la decisione del partito è scelta dal voto della maggioranza, tutti i membri si impegnano a sostenere quella decisione. Quest’ultimo aspetto rappresenta il centralismo. Come lo descriveva Lenin, il centralismo democratico consiste in “libertà di discussione, unità d’azione”. Consiglio i giovani di discutere su questo concetto .

      • Certo, condivisibile, ma manca l’atto finale: qualora si dissenta da cio’ che la maggioranza ha deciso, il dissenziente e’ obbligato a restituire la tessera disiscrivendosi al partito.

  • Sei molto giovane, ma parli con saggezza, passione e competenza; complimenti il PD ha bisogno di giovani come te che non pensino solo a far carriera o di chi diventare clone per riuscirci, noi vecchi possiamo raccontarvi le nostre esperienze, perché non vengano disperse, Ma siete voi giovani dalla mente più aperta a dover trovare nuove risposte a nuove domande in vorticosa continua mutazione. Voi della generazione Erasmus siete dei privilegiati che dovete pagare all’ Europa il vostro debito di riconoscenza, mettendo a sua disposizione le vostre competenze la vostra passione e la vostra volontà per cercare di diventarne i dirigenti, ora fino che avete ardore e accettate il rischio del nuovo, prima che diventiate disincantati e scettici con la paura di commettere errori che vi precludano avanzamenti, in ogni aspetto umano senza rischio non c’è profitto. Il sogno spesso è il futuro non ancora realizzato. Rinunciare a propri sogni significa rinunciare a se stessi.Ricordate senza immaginifichi pensatori l’E. U. non sarebbe mai nata, ora essa è in crisi per il suo deficit progettuale che, a mio avviso è frutto di solo pragmatismo senza più sogni. In sostanza noi contiamo su di voi sulle vostre qualità, le vostre competenze il vostro donare in grande e volare alto perché vi riveliate migliori di noi trasformando in più equi.liberi ed uniti: l’Italia, l’Europa in mondo più equilibrato e solidale senza guerre, Non temete mai di non riuscirci e nelle vostre possibilità!

  • La mancanza di democrazia interna è il problema del PD. Si pensa che democrazia vuol dire sparare a zero sulla maggioranza non capendo, come ha detto Renzi, che stanno tagliando il ramo dove sono seduti. Democrazia vuol dire accettare il volere della maggioranza e nel partito questo non succede. Non si veicola il pensiero e gli atti della maggioranza nei circoli. Ogni capobastone fa veicolare il suo messaggio, così abbiamo tanti partiti dentro il partito. Siamo alle correnti stile prima repubblica, d’altronde molti personaggi sono ancora quelli della prima repubblica. Pulizia interna, discussione nella direzione ma un’unica voce per le periferie, riprendere il contatto con gli elettori e soprattutto con gli ex che devono tornare a casa. Queste sono le mie ricette.

    • Non e’ mancanza di democrazia, ma mancanza di regole nei confronti di chi non accetta la decisione della maggioranza: chi dissente da decisioni della maggioranza deve restituire la tessera.

  • A mio parere. a questa analisi aggiungerei una “postilla”. Mancano anche dei leader carismatici e capaci alla maniera di come potevano essere quelli di decenni fa. Tutti i movimenti politici, e la sinistra soprattutto, hanno sempre avuto una corrispondenza biunivoca tra idee forti e uomini che le rappresentassero, è una questione di sostanza.

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