COORD. ADRIANO AMATO

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Caro Matteo, ti scrivo

Caro Matteo era un po’ che non ti scrivevo, torno a farlo in un momento che è veramente critico, non solo per te, non solo per noi, ma per l’intero paese.

Io potrei mettermi qui a elencare gli errori che hai fatto, dire “Renzi ha fatto degli errori” ormai è come dire “sono sempre i migliori che se ne vanno”. Quali errori? Di certo non posso accodarmi all’esercito degli analfabeti-impostori, del.. mi piaceva,  poi ha fatto il Jobs-Act, poi ha fatto “la buona scuola”. Queste farneticazioni le lascio a persone e giornalisti che purtroppo non hanno la minima idea di quale sia stato effettivamente il lavoro del tuo governo. No, potrei parlarti di altri errori, inediti, ti faccio qualche esempio:

Assumere l’incarico di governo in quel momento è stato un errore che è seguito a un altro errore, quello di non aver spinto a elezioni anticipate. Poi potremmo dire che hai sbagliato a spingere sulla Riforma Costituzionale, e che hai sbagliato ancora a lasciare il governo dopo il referendum, che hai sbagliato ancora a non far cadere immediatamente la legislatura in un momento in cui pur avendo perso il referendum avevi ancora con te un 41%. Potrei proseguire ma mi fermo. Tutto ciò che ho detto, sono cose inutili, perché noi oggi possiamo chiamarli errori ma nel momento in cui sono stati commessi nessuno poteva prevederne l’esito. Siamo tutti bravi col senno di poi.

Io invece un errore, vero, reale te lo addebito, ma non solo a te, a tutti noi che ti abbiamo seguito, un errore madornale.

Tu e noi, ci siamo illusi e siamo stati folli, nel poter pensare che quel progetto ambizioso che tu hai promosso e noi abbiamo appoggiato fortemente, si potesse realizzare con il Pd.

Tu forse non conoscevi bene il partito nel suo interno, la famosa base, il Pd dei territori, dei circoli, delle amministrazioni locali, a volte ho il dubbio che tu non li conosca bene nemmeno adesso.

Vedi Matteo, il Pd è il succo concentrato dei due più grandi partiti Italiani e lo dico senza se e senza ma, parlo dei partiti che hanno fatto grande l’Italia: il Pci e la Dc. Fatta questa premessa doverosa, purtroppo sono anche i partiti vittime e artefici della degenerazione della politica e della cosa pubblica.

Il Pd purtroppo è nato malato, di malattia incurabile e oggi è malato terminale. A me fanno ridere i miei compagni quando dicono che tu dovevi avere la mano forte ed espellere i dissidenti. Idiozie, sarebbe servito solo a renderli martiri e più forti, perché il problema non sono gli Emiliano, il problema è la base con i suoi capobastone. E tu sai bene che una parte dei capobastone ti ha appoggiato, ma lo ha fatto non perché condividesse la tua politica, lo ha fatto perché in quel momento eri il vincitore. Poi però sei andato a toccare gli interessi e i privilegi dei cittadini che appoggiavano questi raccoglitori di voti in cambio di favori e a quel punto qualcosa si è rotto.

Detto tutto questo, Matteo come puoi pensare ancora di riprendere, portare avanti e sviluppare il tuo, il nostro progetto politico, con quella gente?

Lo hai detto tu stesso in Assemblea, quando hai perso le staffe quello che potrebbe succedere (GUARDA VIDEO). Matteo, oggi vincere un congresso ti è molto più difficile, perché quelli scateneranno l’inferno, tessereranno dai fascisti agli stalinisti contro di te, ma anche quando tu vincessi, come tu stesso hai detto, non cambierà nulla. La voce e le urla contro di te, nelle tv, nei giornali, nei social arriveranno soprattutto dall’interno e decreteranno la morte cerebrale del partito.

Matteo, io ho strappato la tessera, ma non sono solo, te lo posso documentare, sono migliaia e migliaia di persone quelle che lo hanno fatto e sono milioni di persone quelle che dichiarano ogni 5 minuti che il Pd non lo voteranno mai più.

Sai qual è il problema Matteo? È che con il tramonto del tuo Pd e lo scenario disgustoso che si è aperto solo poche ore dopo le tue dimissioni, c’è un’intera area politica che è rimasta scoperta. Parlo dell’area che ha un cuore che batte a sinistra ma non rinuncia ai principi liberali. Un’area che in Europa sta prendendo forza, un’area che sarà il futuro nel mondo quando sarà passata la sbornia populista.

In Italia ci sono milioni di persone pronti a occuparla, persone che hanno votato Pd ma non lo voteranno, persone che sono rimaste a casa alle ultime elezioni. Sì, quelli che secondo la stampa cialtrona avrebbe votato 5S.

Mi chiedo, come sia possibile che tu, che quel progetto hai promosso prima di tutti in Italia, non voglia andare ad occupare quell’area? Che aspettiamo che la occupi Berlusconi? Un ex bandito, un vecchietto ormai rincoglionito, ma che non c’è dubbio che sia politicamente quello più vicino.

Matteo pensaci, qui siamo in tanti, siamo milioni a essere rimasti orfani.

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5 risposte a Caro Matteo, ti scrivo

  • RENZI E’ L’UNICO CHE CI POSSA SALVARE MA CON UN NJOVO PARTITO FIRZA MATTEO SIAMO TUTTI CON TE’

  • #noisiamounaltracosa

  • Si è come dice Adriano Amato. Matteo Tu a Grillo un bel giorno lo invitasti ad uscire dal blog, mi pare no?. Ecco noi oggi invitiamo Te ad uscire dal PD. Fai male se non.lo fai sono sincero. PD questo PD è decotto, frantumato. Lo stesso logo provoca rigetto. Pronunciare PD fa venire l’omeopatia ad iscritti e non. Capisco che l’uscita, l’abbandono non può essere qualificato come una azione semplice e le.problematiche sottostanti non possiamo sciorinarle qui. Ma Tu che sei ad uso a scalare vette per altri insormontabili puoi e devi. Lo devi a quel 15-18, ma forse 20%di italiani che credono in te Matteo Renzi. Lo devi al paese che tanto mai. F.L.

  • – Caro Adriano Amato, mi riconosco, forse anche nell’età, e condivido, ma con una considerazione storica sui regali di merito che elargisci “parlo dei partiti che hanno fatto grande l’Italia: il Pci e la Dc.” a chi è stato all’opposizione, la mia storia politica, rispetto alla Dc e poi i centrosinistra di tutta la prima repubblica (1945-1992). Dopo, sono partite le piazze del consenso, della rabbia e della facile politica gridata e l’Italia si è fermata.

  • Condivido , non tutto ma condivido
    Oramai il treno è passato e quel momento non tornerà mai più
    Matteo deve avere il coraggio prima di tutto di eliminare parte del suoi cerchio magico ( lotti, e C.) e poi firmare un SUO partito che raccolga solo le anime della sinistra moderata
    Però se non cambia idea sul tema dell’immigrazione, se non smette di ascoltare le colombe vaticane , be
    Non andremo molto lontano e la dx Salvinista avanzerà per i prossimi 20 anni facendo più danni del ventennio Berlusconiano

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