COORD. ADRIANO AMATO

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Perché sta per riproporsi il dramma degli ultimi 20 anni

Questo articolo infatti l’ho già scritto, nel 1992, nel 1996, nel 2007 e nel 2013. Ormai è storia. Mentre nel mondo intero la sinistra è sempre stata quella degli eccessi di welfare che sfasciano i conti pubblici, in Italia a mettere a soqquadro i conti è sempre stata la destra e senza nemmeno fare welfare e tanto meno investimenti. Nelle infrastrutture siamo all’età della pietra, non ci sono né governi di sinistra né di destra che abbiano sperperato denari pubblici per fare opere faraoniche. Il fatto è che negli altri paesi, vedi Spagna, hanno speso e straspeso, però poi qualcosa han lasciato. Da noi hanno speso, ma non hanno lasciato niente. Dicevamo che nel mondo, di fatto i governi moderati son sempre stati chiamati a rimettere a posto i conti fuori controllo della sinistra. Da noi, il contrario.

E adesso, ci risiamo? Sembra proprio di sì, è ancora presto per dirlo, ci sarebbe ancora il tempo per fermarsi, ma basta guardare lo spread di oggi a 315, per rendersi conto che questo governo senza fare nulla ha già fatto  perdere al paese tutto ciò che era stato faticosamente riguadagnato negli ultimi anni.

La cosa che ci sgomenta e che ci lascia presagire il peggio, è che Berlusconi di fronte a questi era uno statista (dico questi, perché non si sa bene chi sia il maggior responsabile) . Tremonti, rinominato Treconti, appunto tre conti li sapeva fare, forse con troppa fantasia, non per niente è stato l’inventore della finanza creativa. Non dimentichiamo che con i governi Berlusconi, nonostante tutto, fino alla crisi mondiale il Pil è sempre cresciuto.

 Ma ora? A chi è in mano l’economia? A Tria? Non scherziamo, Tria conta quanto me. A Di Maio? Direi di si, poi da chi prenda gli ordini a noi poco importa.

In pratica cosa stiamo vedendo?

L’aumento dello Spread, l’aumento dei tassi,il deprezzamento dei titoli in cassa alle banche, e di conseguenza il crollo in borsa dei loro titoli azionari. Questi son dati di fatto acquisiti.

Prossime conseguenze ravvicinate: crisi aziendali, aumenti dei costi per le famiglie, ridimensionamento del potere di acquisto, quindi dei consumi interni, quindi della produzione,quindi dell’occupazione,  quindi del Pil. Altro che crescita che salva il deficit.

Possono volerci sei mesi, possono volerci 4 anni, ma proseguendo sulla strada intrapresa, tutto questo sarà inevitabile.

E poi cosa succede? Semplice, si chiama la sinistra, la quale in nome dell’alto senso di responsabilità e in nome del prevalere dell’interesse pubblico, prenderà in mano le macerie (come sempre) e attraverso lacrime e sangue (indispensabili) cercherà di rimettere a posto i conti, tirandosi addosso l’odio di tutti i cittadini che gli daranno degli affamatori del popolo, di quelli che fanno lavorare i vecchi. E udite udite, il più bello verrà quando dovranno necessariamente salvare qualche banca che per forza di cose saranno andate in dissesto (il processo è già iniziato oggi) di cosa saranno accusati? Non di aver salvato milioni di posti di lavoro ma di essere gli amici delle banche.

Questa ruota gira da 20 anni in questo senso e allora che dite, forse non sarà questo il problema?

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