COORD. ADRIANO AMATO

Quando lo Stato deve entrare nella vita delle persone?

Poi arrivano giornate come oggi, tutti parlano di un solo argomento. Lo ha riportato a galla l’evento triste, tragico, prodotto da un Dj.

Sinceramente non riesco a parlarne, credo occorra rispetto e in questo caso rispetto significa silenzio.

Ma visto che è l’argomento del giorno, non si parla d’altro,noi  parliamo di politica, perché in tutto quello che ho sentito oggi, vedo due enormi contraddizioni.

Giornalisti che si accorgono che siamo se non l’unico paese, quasi l’unico, a non avere una legge che regolamenti la questione. Peccato che mentre loro erano presi a fare gossip in televisione non si siano accorti che per la prima volta, finalmente una legge è in discussione in Commissione.

La seconda, riguarda la presa di posizione di alcune parti politiche, particolarmente rumorose su questi temi. Cosa mi lascia perplesso. Partiamo da un presupposto, in politica non esistono temi etici, quello è un paravento. Nel senso che la politica non si occupa di etica. Esiste la politica e oggi questa si divide in due grandi correnti di pensiero, quella che ha come riferimento i principi liberali  e in contrapposizione tutto il resto.

Non è un  caso se oggi troviamo concordanza precisa su qualsiasi argomento, fra estrema destra e estrema sinistra.

Se prendiamo ad esempio, il tema del triste evento di cui oggi tutti parlano, possiamo provare a pensare, dove etica e politica si dividono. Ad esempio, io sull’argomento non ho certezze, so che l’idea non mi piace affatto, non so cosa deciderei se si trattasse di me, penso che occorra essere in quel frangente per saperlo, ma so che difficilmente lo chiederei per una terza persona.

Poi però rientriamo in politica e credo che lo Stato non debba entrare nel merito di decisioni personali che riguardano unicamente la propria vita. Questo è per me sacrosanto, perché i miei principi liberali sono abbastanza solidi.

Allora non posso non chiedermi come sia possibile che in questa occasione debba condividere questi principi con chi invece ritiene che lo Stato debba decidere  e regolare tutta la vita di un cittadino.

Qualcosa non quadra. Cosa muove queste categorie? Si tratta di vera propensione verso la libertà individuale (che già la parola individuale creerebbe imbarazzo) o semplice presa di posizione anticattolica? Io spero nella prima. Certo che comunque c’è molta confusione.

Questa riflessione, non spiega nulla, fa domande.

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