COORD. ADRIANO AMATO

Perché la legge sui “furbetti del cartellino” non è sufficiente

Alcuni anni fa scrissi qualcosa in merito alla questione “timbratura del cartellino”. La dicitura Furbetti, non era ancora stata inventata, non erano ancora scoppiati casi eclatanti.

Io raccontai di avere notato in due ospedali romani, strani movimenti nei badge, gente che lasciava l’automobile in moto davanti alla porta, timbrava, riusciva, andava via e non si vedeva più, gente che timbrava 2,3,4 cartellini.

Amici di Milano, mi confortavano, dicendomi: guarda che qui è uguale.

Il problema è solo di ospedali? Quando vai in certi uffici statali, amministrativi, comunali, nazionali e simili, vi è mai capitato di bussare a 10 porte di seguito nella speranza di trovare qualcuno che ti dica dov’è il funzionario che ti serve, e non trovare nessuno?

L’ultima, poco tempo fa, non sapevo se ridere o piangere. In una sede centrale delle Poste. Vado diretto all’ufficio che mi serviva, non vedo nessuno. Mi rivolgo all’usciere, mi dice che in quel servizio sono in 5 qualcuno ci sarà. Io dico, ok, ma non c’è nessuno. Mi dice, aspetti, controllo il registro e dice: risultano presenti tutti. Molto gentilmente si mette in camino a va a cercarli. Torna dopo un quarto d’ora e mi dice: mi spiace devono essere usciti prima, non c’è nessuno. Prima? Sono le 10 del mattino.

Sono piccoli episodi. Lo ricordo oggi, perché sento tanto scalpore sull’ospedale di Napoli. Io ricordo anche che quando parlai pubblicamente del mio dubbio sugli ospedali, fui duramente attaccato da amici sindacalisti.

E mi spiace dirlo, ma il problema è qui.

Oggi abbiamo una nuova legge che permette misure drastiche nei confronti dei furbetti.

Personalmente ripeto quello che ho detto al varo di questa legge. Non è solo una legge che serve, non basta.

Questi episodi che vediamo, sono solo casi rari in una situazione di fatto diffusissima. Perché? Perché sono i casi in cui c’è una denuncia, il magistrato dispone intercettazione, telecamera nascosta e dopo mesi, anni, di indagini si arriva a un risultato. È storia però, che sono casi rarissimi, il correo impera, i capi sono più sporchi dei subalterni e chiudono due occhi.

Scommetto che chi mi legge starà pensando: basterebbe mettere le telecamere a tutti gli ingressi e sopra a tutti i badge.

Certo, e lo statuto dei lavoratori dove lo mettiamo?  E con i nostri sedicenti sindacati che per prassi difendono i lavoratori disonesti a scapito di quelli onesti costretti a lavorare per due, chi ci parla?

Poi c’è chi ci viene a dire che un partito di sinistra non può avere posizioni di scontro con i sindacati.

Io credo esattamente il contrario, un partito che non sia in scontro diretto con i nostri attuali sindacati, non può chiamarsi di sinistra perché è contro i lavoratori.

Solo una riflessione, per chiudere. Questi non sono problemi secondari, qui stiamo parlando della vita dei cittadini. Quelli costretti ad aspettare mesi, anni, per vedere risolta una pratica, di errori di uffici che creano problemi a volte pesanti, perdite di tempo, di ore perse in coda agli sportelli.

E c’è anche dell’altro. Voi avete presente, avete idea di quante di quelle persone che negli uffici si vedono poco e niente hanno un’altra attività? Non credo di essere il solo a conoscerne, ad averne incontrate a centinaia nella vita. Quindi, avete presente quanti posti di lavoro sarebbero disponibili se questi impostori si limitassero alla loro attività e lasciassero libero il posto statale di cui prendono solo lo stipendio?

Chiaramente è solo la mia opinione personale.

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