COORD. ADRIANO AMATO

LA FAVOLA DELL’AUTONOMIA DI ALCUNE ISTITUZIONI

Sì, amici, pensateci prima di declamare le solite frasi fatte sull’autonomia di alcune istituzioni. Due a caso, Bankitalia e Consulta. Sono organi, chi più chi meno espressi da governi, maggioranze parlamentari. Non scendono dal cielo inviati da Colui che tutto puote.

Quindi finiamola con queste litanie delle autonomie, perché non lo sono. La consulta più di tutti, che dura più dei governi e delle maggioranze. Espressa da una maggioranza, in realtà chiude un occhio su quella che la ha espressa e va in guerra aperta contro quella che viene dopo.

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Detto questo, io credo che nel nostro paese ci sia un problema di percezione che si ripete inesorabile su ogni argomento. Il tema delle responsabilità. Mettila come vuoi ma su ogni argomento, regolarmente, la responsabilità ricade su chi non ne ha. Poi se quello a cui viene attribuita una responsabilità dice, messa in termini da bar: “oh, ragazzi, se poi la responsabilità devo prendermela io, magari vorrei avere voce in capitolo”, si apre il cielo, tuoni, fulmini, lampi, attentato alle autonomie, attentato alla costituzione, alle istituzioni.

Vedi il tentativo di togliere qualche decisione alle Regioni, che sono quelle che creano disastri inquantificabili e creano anche diseguaglianze, quelle sì incostituzionali, ma le cui colpe ricadono tutte sui governi.

Lo stesso vale per la magistratura o per la Consulta. Nella loro autonomia, scrivono ogni giorno pagine nerissime della vita del nostro paese. Se prestate orecchio al popolo, la colpa è sempre e solo dei politici.

Ve la dico in modo sporco. Il giorno che vedrò Crozza impersonare un Visco o un Magistrato, cambierò idea.

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