COORD. ADRIANO AMATO

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No, non è una soddisfazione. La giustizia è ancora lontana

Questa la notizia data dalla stampa:

Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio è stato condannato dal Tribunale di Roma per diffamazione ai danni di tre magistrati siciliani per un articolo sull’assoluzione degli imputati del processo sulla latitanza e la mancata cattura di Bernardo Provenzano.

Siamo contenti? No!

Noi a differenza loro non siamo mai contenti quando qualcuno viene condannato.

Giustizia è fatta? No!

Sarà giustizia quando verrà indagato, processato e condannato per tutto il fango infamante che butta addosso ai politici, non solo quando tocca i magistrati.

Guarda caso, l’unico giornalista che veramente ha visto la prigione è stato Sallusti. Come mai? Aveva toccato un Magistrato.

Quando ci libereremo da questo complesso che ci portiamo dietro dal post-fascismo, forse riusciremo a capire che la libertà di stampa, è libertà di esprimere opinioni, libertà di raccontare i fatti per come sono, senza censura, non è la libertà di raccontare balle, di distruggere personaggi e di orientare l’indirizzo politico attraverso  la diffamazione. Quel giorno, forse potremo dire di essere veramente un paese democratico.

Oggi intanto, possiamo affermare che Marco Travaglio è un condannato. Non è una soddisfazione.

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