COORD. ADRIANO AMATO

Lasciate in pace Enrico, non nominatelo a vuoto

Vi chiederete, come mai mi ricordo di Enrico, proprio oggi. Perché l’ho sentito nominare più volte in questi giorni, credo a sproposito.

“io vengo dal Pci, vengo da Berlinguer, io in questo Pd non mi riconosco più”. Una delle tante frasi, presa a caso. Il tema del giorno, imposto anche nei contenuti dai Media, sono le candidature.

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Sinceramente io non so se chi parla di Berlinguer ha veramente vissuto quell’epoca, spesso mi sembra proprio di no. Perché vedete, io l’ho vissuta, io c’ero e vi posso assicurare che all’epoca nessuno si sarebbe mai sognato né si sarebbe potuto permettere di polemizzare con le candidature, tutte e sempre scelte dall’alto. Qualche malumore poteva esserci anche allora, però le minoranze sapevano di essere minoranze e i miglioristi o i Trotskisti non si sarebbero mai sognati di pretendere qualche poltrona in più di quelle che gli venivano assegnate. Al massimo poteva capitare che qualcuno di loro esprimesse un dubbio, parlando con un compagno, al bar, facendo bene attenzione a non farsi sentire. Non so se fosse un bene o un male, non è questo. È che un militante dava fiducia al proprio partito e al proprio segretario, quindi partiva dal presupposto che se venivano fatte determinate scelte, un motivo doveva esserci. Nel momento in cui riconosceva questa fiducia tradita, lasciava il partito. Amen.

Oggi no, crediamo tutti di sapere tutto, ci fidiamo delle apparenze e lasciatemelo dire anche delle bufale dei giornali e telegiornali. E quindi parliamo di esclusioni, partendo dallo stesso presupposto dei media, che se uno è stato escluso è il capo cattivo e autoritario ad averlo escluso. A nessuno viene in mente che nel 95% dei casi, sono gli stessi candidati, per svariati motivi, ad aver preferito soprassedere. Vogliamo tutti il rinnovamento, però poi ci scandalizziamo se uno che ha fatto 6 legislature ha deciso, o è stato consigliato a lasciare spazio a qualcun altro. A nessuno viene in mente che se fai un’alleanza con altri partiti, quelli, quei pochi posti che hanno, li pretendono nelle posizioni che scelgono, pena l’abbandono della coalizione.

Allora era meglio andare da soli! Forse, non lo sappiamo. Io però ricordo ancora il tormentone di tutti, “uniti si vince”. Ah già, si pensava all’alleanza con l’estrema sinistra. Perché certo, per qualcuno era meglio allearsi con chi ha ostacolato in tutti i modi, le riforme di sinistra fatte negli ultimi 4 anni piuttosto che con chi quelle riforme le ha votate tutte.

Non è finita, “ Il ducetto di Rignano”, non solo lascia fuori tutti i suoi nemici (bufala) ma premia tutti i suoi amici. Questa è un’altra tesi portata avanti dalla stampa, ma a cui purtroppo qualche militante crede. No, perché è vero che Renzi ha candidato tanti fedeli, ma dove ?  Mettete da parte i personaggi di governo, per i quali aveva anticipato da subito che sarebbero stati blindati, ma gli altri? Li avete visti dove sono? Tutti nei collegi uninominali. È un premio? Ma stiamo scherzando, al contrario potrebbe essere una pena, in realtà è solo il sacrificio di molti cosiddetti fedeli, che si sono offerti a ricoprire quei seggi, la maggior parte dei quali sono perdenti al 100%, dove questi malcapitati dovranno fare un lavoro sovrumano per fare in modo di arrivare secondi e non terzi.  Altro che favoritismo.

Il problema è che ai tempi di Berlinguer, I telegiornali non facevano gossip, si poteva sentire qualcosa in merito alle candidature quando il Pci candidava nomi quali Eduardo De Filippo o Gino Paoli. In quei casi c’erano velate critiche da parte dei partiti avversari per l’opportunità di candidare persone famose. Oggi se “quelli lì “ candidano Orietta Berti non ce la prendiamo con chi la candida, ma con la cantante.

Tempi duri, ma andiamo avanti.

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